Non solo un rito cerimoniale, ma una presa di posizione in un mondo che si frammenta. Sono state svelate le linee guida dell'inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 in programma lunedì 23 febbraio nell’Aula Magna Dogliotti presso la Città della Salute. Il titolo scelto è “Diplomazia scientifica – Dare forma alle decisioni”.
La scienza come ponte internazionale
Il progetto, fortemente voluto dalla Rettrice Cristina Prandi fin dal suo insediamento, nasce dalla necessità di “proteggere" la ricerca dalle onde d'urto dei conflitti globali.
"Abbiamo sentito l'esigenza di trovare strumenti per rispondere a situazioni geopolitiche che hanno ripercussioni dirette sulle nostre collaborazioni”, ha spiegato Prandi durante la conferenza. Nel concreto Unito fa la sua parte nell'alleanza europea di diplomazia scientifica, porta avanti collaborazioni con enti internazionali (come l’ETF), gioca un ruolo centrale nella rete delle ambasciate italiane. E la novità di quest’anno sarà rappresentata da un innovativo percorso formativo che farà capo alla Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi.
Etica della ricerca: il "caso" dei territori occupati
Ma l’idea di base è quella di creare un metodo. "Il punto non è la provenienza o l’opinione del ricercatore - ha sottolineato il Prorettore Gianluca Cuniberti -, ma la legittimità del contesto in cui matura la ricerca". Da buon archeologo cita un esempio: uno studioso che opera in un territorio occupato può essere considerato in regola dal proprio Paese, ma non per la comunità internazionale. Caso emblematico l'archeologo russo fermato in Polonia, accusato di “scavi illegali” nella Crimea occupata. In questo solco Unito mette in campo gli strumenti affinché si possano rispettare i canoni di legittimità riconosciuti globalmente a livello di comunità scientifica.
Inaugurazione senza ministri
Intanto ci si prepara alla cerimonia. Dato politico rilevante è l'assenza di rappresentanti del Governo. Ma il focus di quest'anno, a detta della Rettrice, vuole essere più sulla diplomazia che sulla mera politica. Politica che comunque non mancherà con la presenza della vice presidente del Senato, Anna Rossomando, dell’assessore regionale Andrea Tronzano e della vicesindaca Michela Favaro. Ma niente sindaco, né presidente della Regione, assenti per altri impegni istituzionali.
Spazio ad alti profili in temi diplomatici con Massimo Passera, addetto scientifico a Seoul, che racconterà come la rete degli esperti sostenga l'innovazione negli atenei, mentre Claire Messina, dal Segretariato delle Nazioni Unite a New York, focalizzerà l'attenzione sulle responsabilità condivise tra università e società civile di fronte alle sfide globali. Nonostante il respiro internazionale delle loro mansioni entrambi i relatore sono originari del torinese.
Dialogo contro contestazione
L’inaugurazione di lunedì potrebbe prevedere contestazioni da parte degli studenti che proprio su temi internazionali e geopolitici più volte hanno richiamato l’attenzione dell’Ateneo.
“Non mi preoccupa - commenta la Rettrice Prandi -. Il tema della diplomazia scientifica è proprio la nostra risposta agli studenti: fornire strumenti reali di dialogo attraverso la scienza per non perdere mai la dimensione umana della relazione”.
L’auspicio per il 2026 è quello di un anno "pieno di progettualità", capace di dare un imprinting positivo allo sviluppo dell'Università. Un messaggio di fiducia che, secondo la Rettrice, può nascere solo da una forte coesione tra le istituzioni cittadine, chiamate a rispondere insieme alle ansie di una generazione che abita la città, prima ancora delle aule universitarie.