Il Consiglio della Circoscrizione 2 convocato per la data del 24 febbraio, chiamato a deliberare le linee guida per l’anno 2026, si è concluso dopo quattro ore tra 1000 emendamenti, urla, pugni sul tavolo e male parole. Tra l’imbarazzo degli uffici e del presidente, Luca Rolandi, che si è visto costretto a chiudere la seduta alle ore 21.48.
La discussione
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è nata durante una discussione in capigruppo, in tarda ora, sfociata in pochi secondi in una querelle verbale tra alcuni consiglieri che avrebbe - dicono i partecipanti - reso impossibile proseguire l’attività consiliare. Che qualcosa non sia andato per il verso giusto lo si è appreso parlando proprio con i diretti interessati. “Il Consiglio di Circoscrizione essendo l'istituzione più vicina al territorio, dovrebbe essere il luogo dell'ascolto concreto. Se si perde tempo a litigare, i problemi reali del quartiere restano in secondo piano” così la consigliera del Pd, Stefania Pisano.
E il futuro resta un punto interrogativo. “La situazione ora è bloccata in quanto si stanno esaminando gli emendamenti, necessari per poter riconvocare il Consiglio e provare a portare in fondo la delibera della Giunta” precisa Rolandi. Ma fino al 10 marzo difficilmente si riusciranno ad approvare le linee guida.
Mille emendamenti
Ad allungare a 4 ore la durata del consiglio ci hanno pensato - come detto - i circa mille emendamenti presentati ieri sera, 700 da parte del capogruppo di Fi Davide Balena, che ha voluto spiegare così i motivi della sua azione. “I miei emendamenti nascono dal fatto che l’accordo politico era di approvare prima gli interpreti (i nuovi membri della Giunta) e poi l’azione di governo (le linee guida) - precisa Balena -. Una scelta accordata dal presidente in una conferenza dei capigruppo (senza tutti i membri, per altro) ma poi smentita dai fatti senza alcun tipo di confronto. Così, in protesta, ho deciso di fare ostruzione su tutta la linea”. Mentre sulla polemica nata durante la capigruppo di ieri sera precisa: “Io mi ero solo un attimo allontanato per parlare con il consigliere Moschella, poi non so davvero cosa sia successo…”.
Macrì: “Mi sono sentito preso in giro”
Facciamo un passo indietro. Alla capigruppo delle polemiche sarebbero volate parole grosse. Tra i più contrariati sull'andamento della serata c’è il consigliere di Fdi, Vincenzo Macrì. “Qui non c’entra niente la politica, si parla della maleducazione di alcuni consiglieri, quattro per la precisione. Possiamo anche litigare civilmente ma se qualcuno manca di rispetto alla mia persona (non ascoltandola quando parla e andandosene) io allora rispondo a tono, restituendo dieci volte quando ho ricevuto” spiega Macrì, autore di soli 5 emendamenti. “Mi sono sentito preso in giro, c’è un atteggiamento che non mi piace. Forse ho avuto una reazione eccessiva ma così non si può lavorare. Sto davvero pensando di dimettermi” conclude Macrì.
Versaci: “Stemperiamo le tensioni”
Intanto il giorno dopo si prova a ripartire da zero. “L’obiettivo è stemperare le tensioni e proviamo a lavorare tutti assieme per raggiungere i risultati che, come Consiglio, ci prefiggiamo” così Maurizio Versaci, lista civica per Torino. “Come gruppo consiliare ‘Noi progettiamo per la 2’ - incalzano Davide Schirru, Piero Ventre e Marco Rizzonato -, il nostro orientamento è stato sempre nella direzione di utilizzare il buon senso e, infatti, abbiamo sempre sostenuto che per logica la nomina dei coordinatori avrebbe dovuto precedere la delibera sulle linee guida di modo che fossero i nuovi coordinatori a presentare la parte relativa alla commissione che poi dovranno guidare. Spiace che si sia dovuti arrivare a questa proposta da parte della maggioranza solo dopo ore di stallo in Consiglio, dopo che, inizialmente, la maggioranza stessa non si era dimostrata disponibile a procedere in tal senso, come più volte richiesto dell'opposizione”.
L’ultima proposta della maggioranza, vista la situazione, dovrebbe portare prima a una nomina dei coordinatori vacanti (Consiglio del 3 marzo?), poi al voto delle linee guida. Come richiesto più volte dall’opposizione.