Economia e lavoro - 26 febbraio 2026, 10:01

Mirafiori, doccia fredda per i lavoratori: la 500 ibrida non basta e il 2025 non porta con sé alcun premio di produzione

Grande amarezza espressa da parte dei sindacati per una situazione che coinvolge quasi tutti gli stabilimenti, in Italia e all'estero. Doppia beffa per quei lavoratori che avevano comprato azioni: niente dividendo. Domani sciopero di 4 ore

I numeri della 500 elettrica non bastano a rilanciare Stellantis nel 2025

Nemmeno la 500 ibrida ha fatto il miracolo. Il 2025 di Stellantis si chiude senza premio di produzione e a rimanere a bocca asciutta c'è pure Mirafiori. A dare la notizia, in queste ore, sono i sindacati metalmeccanici. "Oggi Stellantis ci ha comunicato che i risultati del 2025 sono stati negativi sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow. Questo ha comportato il mancato raggiungimento del livello minimo di AOI europeo (l'utile operativo, ndr), indispensabile per la erogazione del premio. Analogamente il premio non sarà erogato in quasi tutti gli Stati in cui la multinazionale è presente, con l’eccezione del Sud America, dell’Africa e del Medio Oriente. Stellantis ha inoltre respinto la richiesta sindacale di riconoscere almeno un’erogazione una tantum, affermando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali", dice una nota di Fim, Uilm, Fiscmic, Uglm e Aqcfr.

Una notizia che non è proprio un fulmine a ciel sereno (qualche anticipazione era arrivata da comunicazioni aziendali dei mesi scorsi). Proprio lo stabilimento di Torino aveva mostrato chiaramente le difficoltà per la frenata della 500 elettrica e per la scomparsa dei pochi modelli Maserati ancora in produzione. Ma nonostante questo, i rappresentanti dei lavoratori esprimono "grande amarezza per il mancato riconoscimento ai lavoratori di una somma che negli scorsi anni ha costituito una parte significativa della retribuzione, e profonda preoccupazione per il futuro".

Speranze in Filosa

"Confidiamo che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa al più presto risollevare le sorti del gruppo, come sembrano attestare i primi segnali di miglioramento colti a fine 2025 - dicono ancora dalle sigle metalmeccaniche -. Ci auguriamo inoltre che l’Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all’elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti e che devono essere corretti prima che sia troppo tardi".

E concludono: "Chiediamo a Stellantis di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane. Allo stesso tempo chiediamo all’Unione Europea di adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe. Le vetture ibride possono oggi rappresentare una soluzione intelligente sotto il profilo industriale, ambientale e per i consumatori, e non vi è alcuna ragione per continuare a penalizzarle a livello europeo".

E niente dividendo

Ma il sentore di beffa non finisce qui: Stellantis chiude infatti il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro: questo vuol dire che non sarà distribuito alcun dividendo agli azionisti. Tra questi, anche alcuni lavoratori di Mirafiori che avevano aderito all'iniziativa dell'azienda "Shares to win": risale a qualche anno fa e, a fine 2025, registrava una quota detenuta da operai e impiegati pari al 2,8% del capitale sociale.

"Il risultato purtroppo rappresenta fedelmente la realtà - dicono Rocco Cutrì, segretario generale Fim Cisl Torino e Canavese e Igor Albera, responsabile comparto automotive - Mirafiori -. Ancora una volta vediamo non ripagato l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori che certamente non hanno modo di incidere sulle scelte manageriali, scelte che hanno determinato il contesto attuale. Impietoso il confronto con l’importo erogato dalle altre società del mondo CCSL, serve una “cura ricostituente” forte ed efficace che intervenga sul management. Difficile immaginare che coloro che hanno concorso a produrre questo risultato siano capaci di rimediare. Ci aspettiamo una presa di coscienza dei vertici aziendali e la presentazione di un piano d’azione mirato alla ricostruzione di tutto quello che è andato perduto con la precedente gestione. Al momento segnali importanti ma è troppo presto per giudicare".

Edi Lazzi segretario generale della Fiom Cgil di Torino e Gianni Mannori responsabile Fiom Cgil Mirafiori aggiungono: "Un’altra beffa per i dipendenti Stellantis. Quest’anno non prenderanno nemmeno il premio che avrebbe dato un minimo di respiro economico, anche alla luce dell’uso massiccio della cassa integrazione, che fa perdere una fetta di salario cospicua. Nuovamente vengono confermate le nostre previsioni: senza un piano per Mirafiori, senza un massiccio investimento nel sito, senza nuove produzioni il destino è il declino fino ad arrivare all’eutanasia dello stabilimento. Noi non ci stiamo, continuiamo a credere che Mirafiori e il comparto auto possano essere rilanciati e metteremo in campo tutte le iniziative per fare pressioni in tal senso".

"Non è giusto che i lavoratori Stellantis, che con la cassa integrazione già pagano le scelte sbagliate del precedente management, non percepiscano il premio di risultato". Lo dichiara Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino. "Ci auguriamo che l'azienda, con senso di responsabilità, nonostante il risultato negativo, riconosca una 'una tantum' a tutti i lavoratori, come già fatto in passato da altre aziende del gruppo".

Di "grossa amarezza e profonda delusione tra tutti i lavoratori" parla Calogero Taormina, responsabile automotive Fismic Torino. "Ancor di più tra coloro che, con fatica e sacrificio, hanno contribuito a mantenere produttivi gli stabilimenti piemontesi in una fase complessa e delicata. È una decisione che pesa anche dal punto di vista sociale: tanti lavoratori nel 2025 hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e confidavano nel premio di risultato per recuperare almeno in parte le perdite economiche subite. Per molte famiglie rappresentava un sostegno concreto. Ci auguriamo che l’azienda possa rivedere le proprie valutazioni e che il 2026 segni un reale miglioramento dei risultati industriali, così da restituire ai lavoratori ciò che con impegno, professionalità e senso di responsabilità hanno continuato a garantire anche nei momenti più difficili".

Intanto domani sono state indette 4 ore di sciopero con uscita anticipata da tutti i turni. Ma non mancano pure le reazioni dal mondo della politica: "Siamo di fronte a una decisione che, purtroppo, era nell’aria, ma che resta una beffa inaccettabile per chi da anni paga sulla propria pelle le conseguenze di scelte industriali sbagliate - dice Valentina Cera, consigliera regionale di Avs -. Il tanto annunciato rilancio, legato alla produzione della 500 ibrida, si sta rivelando per quello che è: un annuncio senza sostanza, incapace di garantire livelli produttivi adeguati, continuità occupazionale e prospettive reali per il futuro dello stabilimento. Nel frattempo, alle lavoratrici e ai lavoratori restano solo la cassa integrazione, stipendi sempre meno adeguati al costo della vita  e l’assenza di qualsiasi certezza.
I risultati industriali, e quindi anche i premi, maturano altrove: nei Paesi dove Stellantis ha scelto di investire davvero, mentre Mirafiori viene progressivamente svuotata. È inaccettabile che tutto questo avvenga nel silenzio colpevole della Regione Piemonte e del Governo, che continuano a non pretendere un piano industriale serio, vincolante e credibile per il futuro dell’automotive e dell’occupazione sul nostro territorio. Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono le lavoratrici e i lavoratori, che non hanno bisogno di annunci o illusioni, ma di investimenti veri, produzione stabile e rispetto della loro dignità".