OltrePalco dà il via alla seconda parte della stagione Sconfini al Teatro San Barnaba (strada Castello di Mirafiori 40) con una serie di appuntamenti che riconfermano la volontà di sensibilizzare il pubblico su temi culturali e sociali, attraverso spettacoli eterogenei per linguaggi e contenuti.
Sabato 28 febbraio, alle 20.45, Gigi Colasanto porta in scena Che lingua!, con la colonna sonora originale e dal vivo di Francesco Bevacqua. Lo spettacolo musicale ripercorre la nascita e formazione della lingua italiana, partendo dalla sua origine più antica e ponendo una lente di ingrandimento sulla sua evoluzione attraverso la letteratura. A raccontarne il percorso saranno i grandi autori che l’hanno resa celebre e amata in tutto il mondo, in particolare Dante, Manzoni, Collodi e Pirandello. Lo spettacolo ha debuttato in occasione della ventiduesima settimana della lingua italiana nel mondo al Bogen Theatre di Innsbruck, in Austria, e anticipa il Dantedì, Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri (biglietto 12 euro intero, 6 euro ridotto).
Sabato 7 marzo si celebra la Giornata internazionale della Donna con Ofelia VS Perpetua, due performance per attrici sole che mettono al centro la femminilità con forza, potenza scenica e anticonformismo. Il ruolo di Ofelia nell’Amleto è quello di vittima. Vittima dell’amore, degli eventi, ma soprattutto del destino. Nei secoli, l’arte tutta l’ha celebrata come un agnello sacrificale, reso martire da un amore controverso e da macchinazioni di corte. Ma cosa succederebbe se Ofelia acquisisse consapevolezza di sé e decidesse di essere protagonista della propria vita? L’Ofelia interpretata da Matilda Croce, giovane promessa delle scene torinesi, si scaglia contro il suo stesso creatore, un autore volutamente muto e sgomento di fronte alla ribellione della propria creatura. Per la regia di Antonio Lauriola, questa Ofelia vuole essere un grido di riscossa per tutte coloro che ancora oggi sono costrette a vivere la propria vita lungo una strada tracciata da altri.
In litteris. La passione di Perpetua, di e con Manuela Marascio, è una performance onirica e rarefatta, basata sul diario in latino di Vibia Perpetua, giovane donna cartaginese condannata a morte perché cristiana, sotto l’imperatore Settimio Severo, nel 203 d.C. Uno spettacolo sul potere comunicativo dell’assenza, sulla solitudine che diventa rifugio, sulla forza spirituale che sorregge e rinvigorisce il corpo, sulla liberazione dai pregiudizi e l’evasione immaginativa. L’ascesa di una donna, prima ancora che di una santa, verso dimensioni che recuperano il senso dell’esistenza e dell’autodeterminazione. La scenografia, eterea e impalpabile, è firmata da Sara Marenco. L’evento sarà preceduto da aperitivo e dj set, a partire dalle 19.30 (aperitivo + spettacolo: 18 euro; solo spettacolo: 12 euro intero, 6 euro ridotto).