Eventi - 26 febbraio 2026, 19:52

Dalla Valle d’Aosta a Gran Canaria, Omar Riccardi racconta il suo anno di corsa

Domani a Pinasca riporterà storie e aneddoti su tre fra gli ultratrail più duri al mondo a cui ha partecipato lo scorso anno il cinquantatreenne prarostinese

Omar Riccardi alla 360° The Challenge Gran Canaria

Tre fra gli ultratrail più duri al mondo, uno dopo l’altro e tutto nel giro di qualche mese. Il cinquantreenne prarostinese (ma originario di Torino) Omar Riccardi domani sera (venerdì 27 febbraio) racconterà al salone polivalente di Pinasca un anno per lui speciale. Nel 2025 infatti ha gareggiato nel Ptl, nel Tor des Glaciers e nella 360° The Challenge Gran Canaria. A partire dalle 21 rivelerà storie e aneddoti raccolti durante le tre ultramaratone, che si svolgono in più giorni e in ambiente montano, per un appuntamento organizzato dal Cai di Pinasca. Lo farà con la soddisfazione di aver stupito anche se stesso: “E pensare che fino a 15 anni fa faticavo a percorrere di corsa quattro chilometri lungo il Parco del Valentino” sorride.

La Petite Trotte: un sogno avverato

Non si aspettava di correre ‘La Petite Trotte à Léon’ (Ptl) lo scorso anno. Il giro intorno al massiccio del Monte Bianco di 300 chilometri e con 25.000 m di dislivello, su sentieri alti, scoscesi e spesso senza tracce facilmente individuabili, era il suo sogno ma non aveva ancora previsto di cimentarsi nella prova. Poi la chiamata di un amico che si era iscritto e che cercava un compagno di squadra, perché il precedente si era infortunato, l’ha convinto.

“È una gara difficile, per accedere bisogna presentare il proprio curriculum sportivo, dimostrando di aver già portato a termine alcuni ultratrail con determinate performance e di sapersi orientare con la traccia Gpx” racconta. Il tragitto, tra Italia, Francia e Svizzera, cambia tutti gli anni, e viene indicato ai concorrenti solo 10 giorni prima dell’inizio della gara che si è svolta l’ultima settimana di agosto.

La difficoltà della Ptl non si esaurisce con i passaggi di ferrata in alta quota: “Richiede soprattutto una forza mentale e capacità di stare in squadra. Durante le giornate di gara capita di patire il sonno, la fame, tuttavia bisogna resistere allo stress e mantenere un buon rapporto con il compagno di gara”.

Dalla Valle d’Aosta alla Gran Canaria

Soddisfatto di aver terminato il Ptl in 118 ore, posizionandosi a metà classifica, e senza dolori alle ginocchia, dieci giorni dopo aver tagliato il traguardo, Riccardi è ripartito per un altro ultratrail, il Tor des Glaciers. “Nata per celebrare la decima edizione del famoso Tor des Géants, la gara, con partenza e arrivo a Courmayeur, si snoda lungo le Alte Vie 3 e 4” spiega Riccardi. Questa volta la marcia è stata di 450 chilometri con 32.000 metri di dislivello. “Avevo già fatto la Tor des Géants cinque volte – racconta –. Era quindi necessario ora provare questa. Io non faccio le gare per vincerle ma per chiuderle perché è una bella soddisfazione visto che statisticamente il 50% dei partecipanti abbandona prima dell’arrivo”. E lui la linea di arrivo a Courmayeur l’ha attraversata di prima mattina, in solitaria, ma con in testa già il prossimo ultratrail.

La prima settimana di novembre infatti era già a Tejeda per partecipare a 360° The Challenge Gran Canaria. Per lui non era la prima volta sull’isola: “Sono considerato uno dei ‘Legend’ titolo assegnato a chi ha portato a temine la competizione diverse volte. Su dieci edizioni della gara, io ne ho chiuse otto” spiega. Lo attendevano un paesaggio completamente diverso dalla Valle d’Aosta e una gara impegnativa di 265 chilometri e 12.785 metri di dislivello.

Anche questa volta si è goduto panorami a cui è affezionato: “Mi sono innamorato di queste isole, del loro ambiente naturale e della mentalità degli abitanti: sono pacifici, gentili, disponibili”.

Elisa Rollino