Economia e lavoro - 27 febbraio 2026, 17:03

Ministero della Difesa condannato: la Corte d’Appello di Roma riconosce i diritti degli orfani del maresciallo Di Vico, vittima dell’amianto

La Corte di Appello di Roma ha condannato il Ministero della Difesa a riconoscere ai figli del maresciallo Leopoldo Di Vico i benefici previsti per le vittime del dovere. Si tratta dell’assegno mensile di circa €800,00, oltre agli arretrati. È una vittoria anche della tenacia dell’Avv. Ezio Bonanni, che ha ribaltato una precedente decisione del Tribunale di Tivoli. Quest’ultimo aveva rigettato le domande degli orfani perché non a carico.

Una decisione che segna un passaggio fondamentale nella tutela dei familiari dei militari deceduti per esposizione ad amianto e ad altri agenti cancerogeni durante il servizio.

Ai figli Giuseppe e Mario, finora esclusi perché non risultavano “a carico” al momento della morte del padre, sono stati riconosciuti un indennizzo di 100 mila euro ciascuno e il diritto all’assegno vitalizio di 800 euro mensili.

Il servizio e l’esposizione ad amianto

Originario di Caserta ma residente a Roma, il maresciallo Leopoldo Di Vico ha prestato servizio nell’Esercito italiano dal 1978 al 2013 come meccanico e manutentore di mezzi corazzati. Per anni ha operato a contatto con componenti contenenti amianto, in ambienti non adeguatamente bonificati, sia in Italia sia nelle missioni nei Balcani.

Nel 2015 è deceduto dopo una lunga malattia causata dall’esposizione ad amianto e ad altre sostanze nocive contratte durante il servizio. Nel 2018 il Ministero della Difesa aveva già riconosciuto la dipendenza della patologia da causa di servizio.

Il lungo iter giudiziario

Nonostante il riconoscimento della causa di servizio, ai figli erano stati negati i benefici economici in quanto, al momento del decesso del padre, avevano già iniziato a lavorare e non risultavano fiscalmente a carico. Una condizione formale che li aveva esclusi dalle tutele previste per gli orfani delle vittime del dovere.

La famiglia è stata così costretta ad affrontare una nuova battaglia giudiziaria. In precedenza il TAR aveva accertato la responsabilità dell’Amministrazione per l’insorgenza della patologia tumorale. Successivamente il Tribunale civile aveva riconosciuto il risarcimento del danno alla vedova e ai figli.

Inoltre il Tribunale Civile di Roma ha condannato il Ministero della Difesa al riconoscimento del risarcimento danni ai superstiti per il lutto . Si tratta di danni subiti dalla vedova e dai due orfani, per il lutto e perdita parentale. Anche in questo caso si tratta di una vittoria decisiva dell’Osservatorio Vittime del dovere, associazione che tutela i militari, in caso di danno. Quindi la tutela del risarcimento del danno dei familiari, oltre che la liquidazione agli eredi del danno del militare.

Con la decisione della Corte di Appello, fondata sul principio ribadito dalle Sezioni Unite secondo cui il diritto all’assegno vitalizio non può essere escluso per il solo fatto che i figli non fossero fiscalmente a carico al momento della morte, si chiude ora anche il capitolo previdenziale. Un passaggio decisivo che restituisce pienezza e dignità a un riconoscimento rimasto finora incompleto.

Il ruolo dell’Avv. Ezio Bonanni, dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere

Determinante è stato il ruolo dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, che ha assistito la famiglia in tutte le fasi del contenzioso, portando avanti una battaglia giudiziaria fondata sul principio di uguaglianza e sulla tutela piena dei diritti degli orfani.

Quando un militare muore per le conseguenze del servizio, la sua famiglia non può essere lasciata a metà strada – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia. Essere o non essere ‘a carico’ non cambia il fatto che si resta figli di un uomo morto per aver servito lo Stato. La tutela deve essere piena, non parziale. È un principio di equità prima ancora che di diritto”.

Attraverso l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Osservatorio Vittime del Dovere, l’Avv. Bonanni continua a denunciare l’esposizione sistemica ad amianto e ad altri cancerogeni che ha coinvolto negli anni non solo il personale dell’Esercito, ma anche Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco.

Emergenza amianto e danni nelle Forze Armate e comparto sicurezza

Il caso Di Vico si inserisce in un contesto più ampio di decessi per patologie asbesto correlate e comunque tumorali e altre gravi patologie che continuano a colpire i militari. Né sono risparmiati gli appartenenti al comparto sicurezza. Infatti questi ultimi sono spesso impegnati in ambienti contaminati da amianto o esposti ad altri agenti cancerogeni senza adeguate misure di prevenzione.

La sentenza della Corte di Appello di Roma richiama un principio fondamentale: l’Amministrazione, in qualità di datore di lavoro, ha l’obbligo di tutelare la salute del proprio personale. Non solo sono dovute le prestazioni previdenziali, ma anche i risarcimenti. Infatti nel caso Di Vico sono stati risarciti anche i danni subiti direttamente dal militare, liquidati in favore dei familiari come eredi. È stato il TAR del Lazio a riconoscere le responsabilità del Ministero della Difesa per la morte del M.llo Di Vico. Quest’ultimo ha subito anche esposizioni ad uranio impoverito. Le subì in seguito a missioni nella ex Jugoslavia, in un territorio altamente contaminato. Sono tanti coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate e con l’aggravamento del danno per l’esposizione a nanoparticelle e radiazioni

Carlo Calcagni, uranio e amianto nei Balcani: la testimonianza

È quella di Carlo Calcagni la storia di un militare, Colonnello dell’Esercito Italiano, che ha portato lustro all’Italia. Ha contribuito a salvare vite umane nel corso delle sue missioni nei Balcani. È stato trafitto non dal nemico ma da fuoco amico. Riconosciuto vittima del dovere con invalidità del 100%, ha testimoniato queste verità, che hanno contribuito anche al riconoscimento giudiziario di Leopoldo Di Vico

Osservatorio Vittime del dovere e ruolo del Col. Calcagni

Il Col. Carlo Calcagni, con il suo esempio, ha contribuito in modo decisivo ad una maggiore tutela preventiva dei militari. Infatti, in seguito alla sua testimonianza, il Ministero della Difesa ha avuto, negli ultimi anni, attenzione per le problematiche dell’amianto e dell’uranio impoverito. Il Col. Carlo Calcagni è anche il coordinatore del Dipartimento Vittime del Dovere – Osservatorio Nazionale Amianto. Il suo ruolo nell’ONA è altresì significativo nella sua missione di donarsi agli altri, come eroe moderno di pace, libertà e giustizia.

Col. Calcagni e inversione dell’onere della prova

Il ruolo del Col. Calcagni, dell’Avv. Ezio Bonanni, dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, sono stati decisivi anche per le numerose pronunce giudiziarie a carico del Ministero della Difesa. Infatti, nel caso di pretesa incertezza scientifica, agitata dal Ministero della Difesa per negare i diritti delle vittime nelle Forze Armate e nel comparto sicurezza, si deve affermare la presunzione di causa di servizio. Questo è un dato fondamentale, in quanto è il Ministero della Difesa a dover dimostrare l’esclusiva causa extraprofessionale. In ogni caso sussiste sempre il risarcimento del danno.

Il futuro dopo la decisione sul caso Di Vico

Per l’ONA e l’Osservatorio Vittime del Dovere, questa decisione rappresenta non solo una vittoria per la famiglia Di Vico, ma un precedente significativo per tutti gli orfani delle vittime del dovere che si trovano in situazioni analoghe e che attendono ancora il pieno riconoscimento dei propri diritti. Andiamo avanti affinché agli orfani siano riconosciuti tutti i loro diritti, anche in favore di quelli non nel carico fiscale. Siamo riusciti ad ottenere la liquidazione di uno degli assegni, l’assegno vitalizio, ora l’impegno è perché sia riconosciuto anche lo speciale assegno vitalizio mensile. Quest’ultimo è di €1.033,00, oltre perequazioni, ed è quindi importante che sia riconosciuto anche agli orfani non a carico. 

Quindi l’impegno dell’ONA, dell’Osservatorio Vittime del Dovere, dell’Avv. Ezio Bonanni e del Col. Carlo Calcagni, prosegue per una tutela piena degli orfani delle vittime che non erano a carico al momento della morte del loro congiunto.

Sportello ONA per la tutela delle vittime amianto e uranio impoverito

Per chiedere tutela e assistenza medica e legale si può scrivere all’osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294