S. Paolo / Cit Turin - 01 marzo 2026, 11:44

Scontro su Askatasuna in Circoscrizione 3, il documento di solidarietà di Fdi bocciato dal Pd

Centrosinistra contrario: “Condanniamo la violenza, ma non criminalizziamo il corteo”

Un momento degli scontri dello scorso 31 gennaio

Ancora polemiche su Askatasuna. Questa volta in Circoscrizione 3 dove il documento presentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia Massimo Di Miscio e Stefano Bolognesi è stato  respinto al termine di un confronto acceso in aula (a favore, oltre a Fdi, la Lega, M5s e Gruppo Misto di Minoranza). L'atto chiedeva solidarietà unanime alle forze dell’ordine e una presa di distanza “dalla galassia anarchica”. Maggioranza contraria alle premesse, sì condiviso alla condanna delle violenze. Ma con un finale, forse, scontato: il voto contrario del Pd e degli altri partiti di centrosinistra.

Il documento, che parlava di “violenza organizzata” e di “terrorismo da strada”, chiedeva al Consiglio di votare unanimemente la solidarietà alle forze dell’ordine e ai giornalisti feriti e di prendere “una volta per tutte le distanze da coloro che hanno sfilato al loro fianco”.

Di Miscio: “Non è dissenso, è violenza organizzata”

Undici feriti tra le forze dell’ordine, giornalisti minacciati, arredi urbani distrutti e un blindato bruciato. Un “attacco diretto allo Stato” per Di Miscio che nel mirino ha messo anche la partecipazione al corteo da parte di alcuni consiglieri. “Certe manifestazioni si fanno per la democrazia, ma non è logico manifestare contro lo sgombero di un centro abusivo”, ha aggiunto, ribadendo che Askatasuna è “un centro occupato abusivamente, con i cittadini (noi compresi) che pagano le utenze”.

La maggioranza: “Solidarietà sì, ma no a generalizzazioni”

Eppure dai banchi sono emersi commenti inaspettati. Loredana Loffredo (Europa Verde Ecologista) ha definito “ingiusto criminalizzare 50mila persone dicendo che si sapeva come sarebbe andata a finire”. Definendo Askatasuna al pari di un centro ricreativo. Di fatto, pur sedendo tra i banchi della minoranza, la consigliera si è espressa contro l'atto. Mentre nel suo “condannare ogni forma di violenza e prevaricazione, pur mantenendo il diritto a manifestare” il consigliere del Pd, Alberto Pilloni, è sembrato meno 'rigido' rispetto alle altre posizioni della maggioranza. Ma, alla fine, il voto finale ha seguito quello del suo partito di riferimento. 

Torino è stata ferita da violenze che non hanno nulla di nobile - ha dichiarato la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise -, e tutte le forze politiche hanno espresso solidarietà prendendo le distanze dai violenti. Noi ribadiamo la nostra solidarietà alla città ferita, ma respingiamo le premesse dell’ordine del giorno”.

Sulla stessa linea Francesco Aglieri Rinella (Lista Civica per Torino: “Non possiamo definire complice chi ha partecipato correttamente alla manifestazione”.

Le posizioni a sostegno

A sostegno dell'ordine del giorno Anna Vadalà (Lega) che ha parlato di "una protesta organizzata”, ricordando la diffusione preventiva di manifesti con indicazioni su come vestirsi e cosa portare. "Una violenza che non possiamo giustificare" ha sottolineato Federico Chiassa (Gruppo Misto di Minoranza). 

"Altro che centro ricreativo - ha concluso Di Miscio -. La manifestazione è stata fatta per dare solidarietà a un qualcosa di abusivismo. Incredibile come il centrosinistra preferisca nascondersi dietro i soliti concetti, votando contro a un documento che esprimeva solidarietà alle persone aggredite durante il corteo".