"Un membro del CdA di SCR Piemonte, la Società di Committenza della Regione, risulta indagato perché avrebbe “abusato della sua qualità e dei suoi poteri di pubblico ufficiale, al fine di indurre i competenti dipendenti di SCR a riconoscere ad una società privata appaltatrice adeguamenti di prezzi in misura straordinaria ed indebita”. L’accusa è di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. C’è la richiesta di rinvio a giudizio, c’è la Regione che si costituirà parte civile. Cosa manca? La rimozione, quantomeno per questioni di opportunità, di quel membro dal CdA. Oggi l’assessore Vignale, rispondendo ad un mio question time, ha spiegato che a fronte della richiesta di rinvio a giudizio - datata 11 febbraio - “il Settore Indirizzi e controlli società partecipate ha invitato gli organi di controllo e vigilanza della società a valutare l’attivazione delle procedure previste dalla società in ordine all’accertamento di eventuali violazioni ed alle conseguenti azioni sanzionatorie previste dalle disposizioni regolamentari societarie”. L’assessore afferma che la società ha avviato tali procedure. Solo oggi, con estremo ritardo, anche se si ha notizia dell’indagine almeno da aprile 2025. Ferma restando la presunzione d’innocenza, il problema è che a Destra fanno i garantisti a giorni alterni. Nel febbraio 2023 la Giunta regionale aveva rimosso un membro del Consiglio di Amministrazione di Finpiemonte per presunte, e mai confermate, violazioni del codice etico della società. Subito l’epurazione, in fretta e furia, di quel consigliere - nominato dalle opposizioni - per un mero sospetto e nemmeno per un’indagine. Oggi invece i provvedimenti tardano ad arrivare, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio e la costituzione parte civile. Non stupisce: la nomina era in capo alla maggioranza. Due pesi, due misure" così Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte.
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