Violenza, autolesionismo, isolamento sociale, chiusura al dialogo con genitori e amici e ricerca di relazioni virtuali, ansia. Sono i malesseri accusati dai ragazzi dai 10 ai 14 anni che, come ha evidenziato il report dell’Ordine dei Medici di Torino, hanno portato a un picco di richieste di aiuto. La cooperativa sociale Terra Mia, attiva da quasi quarant’anni nella prevenzione e cura delle dipendenze e dei disagi psicologici emergenti in adulti e minori, apre una nuova Comunità Riabilitativa Psicosociale per minori affetti da problematiche psichiatriche dell’età evolutiva in via Quincinetto 5 a Torino, “Il Mulino di Città”.
A Torino e in Piemonte i dati sono allarmanti: le consulenze di neuropsichiatria infantile del Dipartimento di emergenza e accettazione del Regina Margherita sono aumentate da 319 nel 2018 a 1.694 nel 2022. E l’età dei pazienti si sta abbassando, da 14 anni si è passati a 10-11 anni. Inoltre, è stato registrato un aumento del 294% dei disturbi alimentari, del 297% dell’ideazione suicidaria e del 249% dei tentativi di suicidio. La caratteristica dominante è la complessità bio-psico-sociale: gli adolescenti arrivano in ospedale con un mix di sintomi che si traducono in un blocco evolutivo. Sul piano clinico, oltre il 30% delle richieste riguarda agitazione psicomotoria, il 20% disturbi alimentari, il 17% un tentativo di suicidio o un’importante ideazione suicidaria e autolesionismo, il 16% ansia acuta. La rete piemontese per l’accoglienza delle emergenze-urgenze psichiatriche - come riporta ancora l’Ordine dei Medici di Torino - non è omogenea su tutti i territori, a causa di carenze di personale e lunghe liste d’attesa. Un esempio? Nel 40-50% dei casi i ragazzi avrebbero bisogno di un percorso intraospedaliero, ma il reparto dell’ospedale Infantile, unico riferimento regionale per la psicopatologia acuta e complessa adolescenziale, dispone di 18 letti, con un tasso di occupazione in media al di sopra del 100%, che durante il Covid era arrivata addirittura al 200%.
Per affrontare questa emergenza drammatica, secondo i medici, è necessaria una gestione tempestiva e complessa di tipo multidisciplinare integrata ed è fondamentale che gli adolescenti possano restare il più possibile nel proprio contesto di vita.
In via Quincinetttto 5
In questo scenario diventano fondamentali le strutture sul territorio, come la nuova Comunità Riabilitativa Psicosociale per minori affetti da problematiche psichiatriche dell’età evolutiva in via Quincinetto 5 a Torino, “Il Mulino di Città”, aperta da Terra Mia. “Dopo il superamento e il sostegno della fase critica della patologia nel suo esordio o in episodi acuti successivi - sottolinea Giulia De Ferrari, medico e direttore sanitario della cooperativa sociale - puntiamo a una stabilizzazione della situazione clinica e alla ripresa di una dimensione più sana della vita delle ragazze e dei ragazzi ospiti, preparandoli a un reinserimento all’esterno più adeguato possibile”.
“La Comunità riabilitativa psicosociale per Minori “Il Mulino di Città” - precisa Chiara Magrini, presidente di Terra Mia - si aggiunge alla filiera ormai consolidata dei servizi residenziali, semiresidenziali e territoriali dell’Area Minori della cooperativa e nasce dall’esperienza clinica e formativa di Terra Mia che, dal 1984, opera nell’ambito del lavoro di comunità, dell’educativa territoriale, del lavoro di prevenzione e formazione nelle scuole. Abbiamo sentito la necessità di dare risposte flessibili e responsive alle nuove emergenze nell’ambito dei disturbi psichiatrici dei minori, risposte integrate in grado di creare connessioni tra i diversi servizi, tra le varie fasi di percorso e momenti evolutivi differenti, l’infanzia, la preadolescenza, l’adolescenza. Il nostro è un lavoro di rete complesso che coinvolge attualmente una filiera di diverse risorse e che è in grado di aiutare davvero le persone, in questo caso gli adolescenti in forte crisi”.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, Jacopo Rosatelli assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino, Maria Baiona direttore della struttura complessa di neuropsichiatria infantile dell’Asl Città di Torino e Cinzia Policastro in rappresentanza di Confcooperative Federsolidarietà
“Consideriamo Terra Mia - sostiene l’assessore Rosatelli - un partner fondamentale per il lavoro sociale che svolge con tutti i suoi operatori. È importante intervenire all’insorgere dei malesseri dei più giovani che rischiano di smarrirsi. Anche il fatto che questa struttura si trovi in periferia ha un ulteriore significato per le relazioni con il territorio”.
“Terra Mia - conclude la dottoressa Baiona - ha un’esperienza particolarissima, abbastanza rara nel terzo settore, nei percorsi di cura per gli adolescenti e i ragazzi, come Asl siamo stati i primi ad appoggiarli e accompagnarli in questo progetto. L’intervento di ristrutturazione, gli arredi, i lucernari, le finestre blindate senza sbarre, i colori, tutto è studiato per rendere funzionale questo ambiente a bambini con problematiche gravi. I ragazzi si devono sentire coma a casa, ma chi li accoglie deve avere ben presente la dimensione della cura e delle loro particolarità comportamentali”.
Come funziona la struttura
La comunità è una struttura di accoglienza per bambini e preadolescenti (10-14 anni), di ambo i sessi, affetti da problematiche psichiatriche dell’età evolutiva, che hanno superato la fase acuta del disturbo comportamentale e hanno raggiunto un minimo di stabilità emotiva o un adeguato livello di controllo (anche attraverso terapia farmacologica) sul piano comportamentale, ma non sono ancora in grado o non possono fare ritorno in famiglia e si ritiene necessario un inserimento residenziale differente dalle CTM (Comunità terapeutica minorile) o dalle CER (Comunità educativa riabilitativa)
Gli obiettivi della comunità sono:
• accompagnare i minori a superare un momento delicato di malessere;
• creare un clima accogliente e familiare, ma nello stesso tempo professionale e terapeutico che possa non essere frustrante e che sappia affrontare in maniera seria i sintomi espressi;
• offrire uno spazio di stacco dalla realtà familiare in cui, attraverso la mediazione di figure accoglienti, ma neutrali, poter riflettere e ripensare a sé non solo in modalità patologiche;
• offrire un supporto medico e, se necessario, farmacologico;
• offrire strumenti specifici terapeutici individuali e di gruppo per incrementare la competenza su di sé e il controllo emozionale;
• offrire momenti pedagogici, riabilitativi e ricreativi attraverso l’utilizzo di laboratori che stimolino l’interesse personale e la collaborazione di gruppo;
• offrire occasioni sane di socializzazione e di contatto con l’esterno;
• promuovere e sostenere la dimensione scolastica;
• migliorare e consolidare il processo di autonomia personale attraverso il sostegno del percorso di separazione-individuazione;
• offrire sostegno alle famiglie.
Oltre alle normali attività, sono anche previsti laboratori terapeutici o educativi di pet therapy, yoga ed espressione corporea, affettività ed emotività, rap terapia, video terapia, terapia con realtà virtuale e aumentata, social media, gioco e circo, cucina, fitness, fotografie e creatività.
La struttura si trova in via Quincinetto 4 a Torino. La comunità ha sede in un edificio indipendente in una zona tranquilla, ma ben servita e collegata al centro della città. La struttura è stata completamente ristrutturata, è ampia e luminosa, con spazi interni per lo svolgimento della vita quotidiana e delle attività dei ragazzi. È composta da 5 camere da due posti e una camera singola e da sei bagni di cui uno per disabili; vi è inoltre una camera per gli operatori con bagno dedicato, una sala medica e per colloqui, una cucina con dispensa, una lavanderia e due locali uso ripostiglio. Gli spazi comuni comprendono un soggiorno, una sala polifunzionale e due sale per attività. È presente un piccolo cortile a cui è collegato un ampio spazio gioco coperto. I colori sono caldi e accoglienti, gli arredi semplici, resistenti e funzionali.