Cronaca - 06 marzo 2026, 14:44

Detenuto straniero colpisce con una testata un agente: ancora tensioni dentro il carcere di Torino

La denuncia dell'Osapp: "Il penitenziario da tempo è fuori controllo"

Foto d'archivio del carcere delle Vallette

Nella giornata di ieri, giovedì 5 marzo, intorno alle ore 17, presso la settima sezione del padiglione A del carcere di Torino, un detenuto straniero ha dato in escandescenza manifestando un forte stato di agitazione. Il soggetto pretendeva a tutti i costi di lasciare la sezione e di uscire dalla propria cella.

Di fronte al diniego opposto dal personale di Polizia Penitenziaria in servizio, il detenuto ha iniziato una violenta protesta, danneggiando il muro della camera detentiva e staccando alcuni calcinacci, che ha poi utilizzato per proseguire nella sua azione.

Considerato il grave stato di agitazione, è stata allertata la psichiatra di turno che ha disposto un intervento urgente. All’atto dell’apertura della cella, il detenuto ha tentato di aggredire il personale intervenuto utilizzando uno dei calcinacci. Gli agenti sono riusciti a bloccarlo, ma durante le concitate fasi dell’intervento il detenuto è comunque riuscito a colpire uno degli operatori con una testata al volto e con un calcio al ginocchio.

Il personale di Polizia Penitenziaria è intervenuto con grande professionalità, riuscendo a riportare la situazione sotto controllo. L’agente rimasto ferito è stato accompagnato presso l’ospedale Maria Vittoria di Torino per le necessarie cure. Dopo gli accertamenti sanitari è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni, salvo complicazioni.

Sull’episodio interviene il Segretario Generale dell’OSAPP, che denuncia ancora una volta la grave situazione dell’istituto torinese: «Ormai il carcere di Torino è da tempo fuori controllo. Continuiamo a denunciare una situazione sempre più critica, con aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria che si susseguono senza sosta, nel silenzio più assordante delle istituzioni. Mentre si preparano le celebrazioni per la festa del Corpo, nelle carceri italiane – e in particolare a Torino – il personale continua a lavorare in condizioni sempre più difficili e pericolose».

redazione