Un traguardo importante e uno sguardo al futuro. Il Polo del '900 celebra i suoi primi dieci anni di attività e rafforza il proprio ruolo nel panorama culturale italiano grazie al rinnovo trentennale della concessione degli spazi che lo ospitano nel centro di Torino.
Il Comune di Torino ha infatti rinnovato per altri trent’anni la concessione di Palazzo San Daniele e Palazzo San Celso, i due edifici storici che accolgono uno dei principali poli culturali italiani dedicati alla memoria del Novecento, alla ricerca storica e alla promozione della cittadinanza attiva.
Il Polo riunisce oggi 26 enti tra istituti culturali, archivi e associazioni, diventando nel tempo una piattaforma condivisa di produzione culturale e divulgazione storica.
"L’entità della concessione rinnovata è prova di apprezzamento per il lavoro fatto dal Polo con i suoi 26 enti - commenta il presidente, Alberto Sinigaglia -, ed è anche una prova di fiducia per il lavoro ancora da affrontare". Secondo Sinigaglia, il rinnovo consentirà di pianificare investimenti strutturali e progetti di ampio respiro, rafforzando il ruolo del Polo come piattaforma culturale permanente al servizio di Torino e del Paese.
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. "Il rinnovo trentennale dimostra quanto sia importante investire nella programmazione di lungo periodo quando si parla di poli culturali centrali per il territorio", sottolinea l’assessora alla Cultura della città, Rosanna Purchia. "Per fare in modo che il Polo continui a essere un presidio di democrazia, memoria e futuro è essenziale garantire continuità strutturale al progetto".
Il Polo del ’900 nasce da una collaborazione istituzionale tra il Comune di Torino, la Regione Piemonte e la Fondazione Compagnia di San Paolo. Proprio quest’ultima, attraverso il presidente Marco Gilli, ha ricordato la visione alla base del progetto avviato nel 2014: creare un’infrastruttura culturale capace di durare nel tempo e generare valore pubblico.
"Il Polo del ’900 non è solo un contenitore di istituzioni - spiega Gilli -, ma un progetto strategico fondato sull’integrazione tra archivi, competenze e progettualità. Una piattaforma culturale condivisa che ha saputo affermarsi anche a livello nazionale".
Sulla stessa linea anche l’assessora regionale alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, che sottolinea il valore strategico dell’istituzione per tutto il territorio piemontese. "Questo rinnovo garantisce stabilità e prospettiva, condizioni fondamentali per rafforzare il lavoro svolto in questi anni e continuare a investire nella partecipazione civica e nella memoria, soprattutto per le giovani generazioni".
Con la nuova concessione trentennale il Polo del ’900 potrà quindi programmare nuove attività, rafforzare la propria rete culturale e consolidare il ruolo di punto di riferimento per la ricerca storica, la divulgazione e la formazione civica.