Attualità - 07 marzo 2026, 15:07

Sarà per sempre sì (o forse no): in Piemonte aumentano le richieste di annullamento dei matrimoni religiosi

Inaugurato l’anno giudiziario del TEIP: nel 2025 balzo in avanti dei libelli presentati. Il cardinale Repole: "La Chiesa incontra le ferite dell'umanità".

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Sempre più coppie piemontesi si rivolgono alla giustizia della Chiesa per chiedere la nullità del proprio matrimonio. È questo il dato centrale emerso durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese (TEIP) presso la Facoltà Teologica di Torino. Un appuntamento che, oltre ai vertici della magistratura ecclesiastica e a numerosi vescovi della regione, ha visto l'intervento del cardinale Roberto Repole.

"Dietro la sigla del Tribunale ecclesiastico interdiocesano piemontese ci sono persone e un servizio spesso intenso: attraverso questo lavoro la Chiesa incontra molte delle ferite della nostra umanità, offrendo vicinanza, tenerezza, misericordia e giustizia", ha sottolineato il Cardinale, Arcivescovo di Torino e Moderatore del TEIP, ponendo l'accento su come l'attività giuridica sia in realtà un delicato atto di cura pastorale.

I numeri del 2025: crescono le cause di nullità

La relazione del vicario giudiziale, don Ettore Signorile, ha scattato la fotografia di un'attività in netta crescita. Nel corso del 2025 sono stati presentati 84 libelli (le domande iniziali per ottenere l'annullamento), un numero superiore non solo all'anno precedente, ma anche ai dati del 2021. Un incremento che, secondo il vicario, è frutto di un miglior accompagnamento nelle diocesi: "Il deposito dei libelli è aumentato, come molti di noi si attendevano dopo la pubblicazione e la presentazione del sussidio nelle diocesi", ha osservato Signorile.

Attualmente il tribunale ha 105 cause pendenti in primo grado, mentre 62 sono state portate a conclusione nell'ultimo anno. Nonostante la complessità della materia, la maggior parte dei procedimenti si chiude entro un anno, arrivando a una media di quattordici mesi per i casi più articolati.

Non un esito scontato: l'incapacità e la fede

L'annullamento non è tuttavia un atto automatico. Nel 2025 il 5% delle sentenze di primo grado ha avuto esito negativo. "Il nostro compito arduo – sottolinea il vicario giudiziale – è fare verità sulla vicenda matrimoniale in esame. Ricordando che la validità del matrimonio gode del favore del diritto".

A mutare è soprattutto la natura delle crisi coniugali. I dati mostrano una prevalenza schiacciante dei casi di "incapacità consensuale" (92) rispetto alla "simulazione" (27). Un segnale che don Signorile interpreta come un mutamento antropologico: "I numeri sono indicativi di quello che considero un problema giurisprudenziale", ha affermato, evidenziando come la lontananza dei fedeli dal significato sacramentale del matrimonio renda spesso difficile una piena consapevolezza dell'impegno assunto sull'altare.

Un servizio di ascolto

Oltre alle aule, il TEIP si conferma un presidio di ascolto: i patroni stabili hanno effettuato 97 colloqui preliminari, quasi la metà dei quali si è poi trasformata in una causa effettiva. "Il processo non è una tensione tra interessi contrapposti – ricorda Signorile – ma uno strumento indispensabile per discernere la verità e la giustizia nel caso concreto".

In chiusura, il cardinale Repole ha richiamato l'istituzione alla sfida della modernità: "In un contesto di società in rapido cambiamento, anche un’istituzione con una grande storia come il Tribunale ecclesiastico è chiamata a interrogarsi su come esercitare oggi la propria responsabilità, valorizzando il patrimonio di conoscenza e sapienza senza limitarsi a ripetere semplicemente il passato".