Il corpo privo di vita di un collaboratore domestico è stato rinvenuto all'interno della residenza torinese di Marco Lavazza, vicepresidente della storica azienda del caffè. La vittima, che prestava servizio presso la villa situata nella zona precollinare come custode e giardiniere, è stata trovata nel tardo pomeriggio di ieri, 7 marzo, facendo scattare immediatamente le procedure di emergenza intorno alle 17,30.
La ricostruzione
Nonostante l'arrivo sul posto dei soccorritori del 118 di Azienda Zero, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano e il personale medico ha dovuto dichiarare il decesso. Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato i rilievi tecnici e la raccolta delle testimonianze per ricostruire accuratamente il contesto e la dinamica dell'accaduto.
Le ipotesi al vaglio
Al momento gli inquirenti non escludono alcuna possibilità, sebbene l'attenzione investigativa si stia concentrando in particolare sull'ipotesi di un gesto estremo o su quella di un infortunio sul lavoro terminato in tragedia. Maggiori certezze arriveranno dagli esiti degli accertamenti medico-legali, che avranno il compito di stabilire con precisione le cause che hanno portato alla morte dell'uomo.
La nota della famiglia Lavazza
"Marco Lavazza e la sua famiglia esprimono il loro profondo dolore e sgomento per la tragica fatalità che ha cagionato la scomparsa del signor Ronald Adarlo una persona a noi molto cara e parte della famiglia da tanti anni", si legge in un nota della famiglia Lavazza.
"Assicuriamo piena collaborazione per chiarire le circostanze di quanto avvenuto. Siamo vicini a tutti i suoi familiari in questo momento di grande sofferenza".