Cronaca - 08 marzo 2026, 07:00

Sotto i 16 anni e già vittime: a Torino crescono le denunce tra giovanissime per stalking, violenza e abusi

A rilevarlo sono i numeri forniti dal Numero Rosa cittadino che nell'ultimo anno ha accolto 700 donne under 30

Dodici bambine e adolescenti con meno di sedici anni hanno già conosciuto l'orrore della violenza maschile a Torino. È il dato più crudo che emerge dal bilancio del Telefono Rosa Piemonte, dove su 708 donne accolte complessivamente, ben 181 sono giovanissime sotto i trent'anni. La violenza non aspetta l'età adulta: si insinua nelle scuole, nelle prime relazioni e negli spazi digitali. 

I numeri della violenza

Per le dodici vittime under 16, l'abuso si è manifestato principalmente come violenza psicologica in 9 casi, ma ha assunto anche le forme brutali della violenza fisica per 5 di loro e della violenza sessuale per 3 ragazzine. In questa fascia d'età sono stati inoltre registrati 3 episodi di violenza verbale o minacce, un caso di stalking e uno di molestie sessuali. L'unico dato assente per le giovanissime è la violenza economica, che però esplode drammaticamente non appena le vittime crescono.

Le donne accolte sotto i trent'anni 

Tra le 169 giovani donne nella fascia 16-29 anni, lo scenario si fa ancora più sistemico e pervasivo. La violenza psicologica schiaccia 126 di loro, mentre 77 hanno subito minacce verbali. La forza bruta ha segnato la vita di 39 ragazze, 24 sono state vittime di violenza sessuale e 35 di molestie. Lo stalking ha perseguitato 38 giovani donne, mentre compare con forza il ricatto economico, denunciato da 32 vittime come strumento di controllo e privazione dell'autonomia.

La protezione passa per la prevenzione

Esperienze di umiliazione e ricatto che non conoscono confini, muovendosi senza sosta dai luoghi fisici a quelli digitali. Per spezzare questa catena Telefono Rosa Piemonte punta sulla prevenzione attraverso la campagna "Facciamo quadrato, non sei sola", visibile nelle stazioni della metropolitana di Torino. L'iniziativa, legata al progetto europeo "NORA against GBV", ribadisce l'urgenza di portare l'educazione al consenso e all'affettività nelle scuole fin dai primi anni di scolarizzazione, per sostenere una crescita consapevole e libera dalla violenza.