Attualità - 09 marzo 2026, 19:29

A Pragelato si disegna il futuro delle Casermette

Il masterplan preliminare per intercettare fondi è stato affidato agli architetti De Rossi e Ronchail

Un’immagine del progetto

Un docente del Politecnico di Torino e un professionista locale hanno iniziato a immaginare il futuro delle Casermette di Pragelato, gli ex edifici militari che il Demanio ha ceduto al Comune. L’Amministrazione comunale ha fatto il punto sulle ipotesi progettuali durante l’incontro pubblico di giovedì 26 febbraio: “Le Casermette sono un reperto storico importante per il paese e sono entrate nella disponibilità del nostro ente da qualche anno, grazie a un accordo con il Demanio militare” introduce Massimo Marchisio, sindaco di Pragelato.

Per ristrutturarle però l’ente ha bisogno di finanziamenti e per ottenerli ha individuato la strada dei bandi e delle fondazioni bancarie: “Per questo abbiamo bisogno di progettare il loro futuro destinandole a servizi per la cittadinanza. La nostra idea è quindi di proporre la realizzazione di un polo multifunzionale”. Per farlo il Comune ha affidato la redazione di un masterplan a un esperto di architettura montana, il professore del Politecnico Antonio De Rossi, che collabora anche con Rorà. “Inoltre, abbiamo voluto coinvolgere anche un professionista locale che conosce bene il territorio: l’architetto Daniele Ronchail. Entrambi hanno collaborato gratuitamente” specifica il sindaco.

Il documento che hanno preparato non è ancora un vero e proprio studio di fattibilità, ma è servito al Comune per partecipare al bando del Gal Escartons e Valli Valdesi, all’interno di un progetto del Consorzio turistico Pinerolese e Valli. Un’eventuale vittoria permetterebbe di mettere da parte le risorse per la progettazione vera e propria. “Ma non solo, abbiamo avviato contatti con la Fondazione Crt e Compagnia San Paolo, alla ricerca di risorse per finanziare il progetto” aggiunge Marchisio.

Il sindaco rivela alcune delle idee che potranno rientrare nella progettazione: “Per avere più possibilità di ricevere i fondi abbiamo dovuto ipotizzare un ventaglio di destinazioni molto ampio. Le Casermette potrebbero ospitare una scuola di artigianato, un coworking o uno spazio di cohousing per i giovani, un’area destinata ai prodotti locali o alle esposizioni artistiche e agli eventi culturali – elenca il primo cittadino –. Tra le ipotesi c’è anche quella di concentrare lì la scuola dell’infanzia e quella primaria”.

Elisa Rollino