Economia e lavoro - 10 marzo 2026, 15:45

Le start up delle Ogr diventano grandi: le migliori 15 sono pronte a viaggiare verso la Silicon Valley

Al via "Bridging Growth", il nuovo programma delle Officine Grandi Riparazioni che vuole accompagnare verso il mercato internazionale le idee di azienda che hanno il potenziale per diventare "scale up"

Le Ogr guardano alla Silicon valley per le migliori start up del territorio

Se non è una sorta di "best of", poco ci manca. Le Ogr di Torino vogliono fare un passo oltre e danno vita al nuovo progetto di crescita per quelle start up che hanno il potenziale di diventare "scale up", ovvero la forma successiva di un'idea di business che può affrontare il mercato internazionale.

Si chiama "Bridging Growth" il programma presentato in queste ore in occasione dello Scaleup Summit Turin 2026: accano all'hub che fa capo alla Fondazione Crt c'è il player internazionale di Mind the Bridge. L'obiettivo comune: accelerare l’internazionalizzazione delle startup spalancando loro nuovi orizzonti. Non solo in senso geografico.

Destinazione Silicon Valley

Non si tratta del diciassettesimo programma di innovazione delle Ogr, ma una sorta di setaccio successivo in cui saranno inserite 15 aziende che affronteranno un percorso di sei mesi su sviluppo del business e accesso ai mercati internazionali. Il tutto con "visita" finale proprio alla Silicon Valley, culla globale dell'innovazione tecnologica e imprenditoriale.
Una sorta di passo successivo, insomma, che vuole dare ulteriore risalto e lustro all'attività che ormai dal 2019 ha visto sostenere 450 startup, attirando complessivamente più di 480 milioni di euro di investienti e di capitali in città.

Alle OGR Tech, da anni piattaforma internazionale di riferimento per innovazione, tecnologia e imprenditorialità, si aggiunge un nuovo programma internazionale: OGR Bridging Growth - dice Davide Canavesio, presidente delle Ogr di Torino -. Con OGR Bridging Growth interveniamo su una delle fasi più delicate e determinanti per le startup: il passaggio dall’accelerazione allo scaling. Dal 2019 l’hub delle OGR Tech ha creato 16 programmi dedicati alle startup, supportato in media più di 130 realtà l’anno e costruito una rete di oltre 80 partner corporate e finanziari, contribuendo non solo alla crescita delle singole imprese ma alla solidità dell’intero ecosistema. Insieme a Mind the Bridge, oggi rafforziamo questo impegno e inauguriamo una nuova tappa del progetto OGR: un’evoluzione che ci consentirà di potenziare i risultati raggiunti e accompagnare le imprese più promettenti oltre i confini nazionali, mettendo ulteriormente a sistema relazioni e competenze su scala internazionale. OGR Bridging Growth è la prima realizzazione concreta dell’evoluzione delle OGR in vero trampolino di lancio verso i mercati globali”.

Torino sempre più ecosistema

"L'ecosistema dell'innovazione che la Fondazione CRT sta sviluppando attraverso OGR Torino, sostenendo persone, competenze, imprese, entra oggi in una nuova fase, più matura e sempre più connessa alle grandi reti internazionali - aggiunge la Presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi -. La partnership con Mind the Bridge rappresenta un passo ulteriore in questo percorso e rafforza la dimensione internazionale del progetto OGR. In uno scenario in cui il valore dei territori si misura sempre più nella capacità di attrarre talenti, capitali e opportunità globali, investire nelle migliori realtà di OGR Tech significa investire nel futuro di Torino e consolidarne il ruolo come hub internazionale dell'innovazione".

Negli ultimi anni Torino è diventata una piattaforma di attrazione e accelerazione per molte startup innovative - ha commentato Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge -. OGR Bridging Growth nasce con l’intento di accompagnare le startup nella fase più critica del loro percorso: quella della crescita post-accelerazione e dell’internazionalizzazione. Oggi il collo di bottiglia non è solo il capitale, ma la capacità di accedere agli ecosistemi e ai mercati giusti. Piccolo non è bello nel mondo delle imprese. Non è più sufficiente avere startup. Serve avere aziende innovative capaci di crescere e produrre reddito e occupazione”.

Durante il percorso del nuovo progetto, insomma, gli esperti affiancheranno le start up analizzando con loro sia i piani imprenditoriali che i mercati su cui concentrarsi, a anche la raccolta di capitali, il posizionamento strategico e, ovviamente, la comunicazione. 

Otto anni dopo 

Con l'evento di questo pomeriggio, è tornato in Italia dopo otto anni un format che ha respiro internazionale e riunisce startup, corporate e investitori mettendoli a confronto. Un'occasione anche per divulgare l'immagine che emerge dall'ultima indagine sul settore. Un mondo in cui - su scala internazionale - emerge che quasi tutti gli attori possiedono almeno una laurea e il 40% ha ulteriormente conseguito un MBA.  La maggioranza (56%) ha un background accademico in discipline economico-manageriali (il dato include anche un 13% di chi combina studi in business e ingegneria e l’1% di chi ha unito business e discipline scientifiche); poco meno di un terzo (28%) ha conseguito una laurea in ingegneria e solo il 2% possiede titoli di studio in giurisprudenza o in altre discipline umanistiche. Dati che confermano la natura ibrida di un ruolo che richiede competenze sia strategiche che tecnologiche.

Nonostante la crescente diffusione dell’open innovation nelle strategie aziendali, permangono alcune criticità interne alle organizzazioni: processi decisionali lenti, limitato supporto del top management e una cultura dell’innovazione ancora non pienamente diffusa. Persiste, inoltre, il divario di genere nei ruoli legati all’open innovation. Nel complesso, gli uomini rappresentano circa due terzi dei professionisti intervistati, mentre le donne sono maggiormente presenti nei ruoli operativi o di gestione dei programmi. Il divario tende ad ampliarsi ai livelli più senior, dove le posizioni di leadership restano prevalentemente maschili, segnalando una sfida ancora aperta per l’evoluzione delle funzioni di innovazione all’interno delle grandi imprese.

Attesa di dieci giorni

Le prime 15 scaleup che parteciperanno al programma saranno annunciate tra una decina di giorni, ma saranno tutte selezionate all'interno delle 450 startup passate da Ogr tech.

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