Un uomo tiene in mano uno striscione con scritto PACE. Ha la testa fasciata, sangue ovunque, e gli manca la gamba sinistra. È "L'Utopista", cioè la scultura che ha dato vita alla mostra di Claudio Cassaniti, rider e artista siciliano trapiantato a Torino.
L'uomo rappresenta qualcuno che non smette di lottare, che nonostante le difficoltà e le sofferenze continua a chiedere la pace, e accanto a lui ci sono quadri e sculture con lo stesso volto. È il viso che Claudio si immagina mentre crea le sue opere, sempre lo stesso che siano statue in resina e fibra di vetro, o in gesso, o dipinti ad olio. Altro segno distintivo: una coppia di serpenti, a volte uno rosso e uno nero, a rappresentare la dualità dell'uomo.
La mostra
"L'Utopista è nata nel periodo in cui eravamo bombardati di immagini bruttissime di bambini morti, persone mutilate, e mi hanno portato ad avere questa necessità di espressione. La mostra nasce da questa scultura: Davide Galipò, poeta e gestore della Libreria Lo Straniero, l'ha vista, è rimasto colpito e mi ha proposto di organizzare la mostra". Claudio si mantiene consegnando cibo a domicilio ma vorrebbe dedicare più tempo alle sue creazioni, difficile con un lavoro faticoso e impegnativo come quello del rider.
"I suoi quadri sono il risultato di un ricercato espressionismo - ha scritto Davide Galipò presentando la mostra -, dove i sentimenti piegano e riadattano l'anatomia alle ragioni espressive, del tutto personali, dell'artista. Nel mondo che viviamo, l'Utopia è bandita: ridotta a un brandello, persiste nei sogni di pochi, sparuti personaggi che vivono ai margini della società. Il lavoro di Claudio Cassaniti comincia da qui: lo stesso soggetto che cerca di districarsi tra bene e male".
La mostra è visitabile gratuitamente fino al 24 marzo presso la libreria Lo Straniero di via Vanchiglia 36/d.