Un lungo cammino che si snoda tra i sentieri della storia per dare voce a chi combatte una battaglia silenziosa. Parte da Torino "Insieme sulla Via Francigena", un'iniziativa che tra il 15 marzo e il 7 giugno 2026 porterà pazienti nefropatici, persone in dialisi, trapiantati e operatori sanitari ad attraversare l'Italia a piedi. Il traguardo finale è il Campidoglio a Roma, meta simbolica di un percorso che intende trasformare la fragilità in consapevolezza collettiva lungo lo storico tracciato medievale.
Dalle Molinette al Monte dei Cappuccini
L'evento è stato presentato ufficialmente presso la Sala Colonne del Comune di Torino alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti del sistema sanitario. Prima della partenza ufficiale delle tappe, è prevista una camminata inaugurale di 3,5 km che collegherà l'Ospedale Molinette al Monte dei Cappuccini. Questo prologo servirà a introdurre un momento di confronto scientifico sulla prevenzione delle malattie renali e sull'uso dei nuovi farmaci, con i saluti del Presidente del CAI Torino e degli organizzatori. La prima tappa effettiva del cammino si svilupperà successivamente il 22 marzo su un percorso di 21,8 km tra Pont Saint Martin e Ivrea.
“Un evento capace di unire sport, solidarietà e scienza - ha commentato Livio Tranchida - parlando a tutta la comunità con un linguaggio positivo e inclusivo all’insegna della promozione della salute, della prevenzione, della attenzione alla persona e dell’accessibilità alla salute”.
"Insieme sulla Via Francigena dimostra come le persone nefropatiche, dializzate o trapiantate - ha detto la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo - se adeguatamente sostenute, possano non soccombere alla malattia e dunque non rinunciare a vivere appieno la loro esistenza”.
La sfida delle malattie renali croniche
Le malattie renali croniche rappresentano una sfida crescente per il sistema sanitario globale, risultando spesso sotto diagnosticate anche nei Paesi avanzati. Si stima che fino al 77% dei pazienti nelle fasi iniziali ignori la propria condizione a causa dell'assenza di sintomi evidenti, che compaiono solitamente solo in fase avanzata. In Piemonte, circa il 30% di chi inizia il trattamento dialitico scopre la patologia solo a ridosso dell'inizio della terapia. Le cause principali di questa insufficienza includono il diabete, l’ipertensione arteriosa, le glomerulonefriti, le malattie renali policistiche e alcune patologie autoimmuni.
La prevenzione oggi conta su nuovi farmaci capaci di rallentare il decorso della malattia, ma restano pilastri fondamentali uno stile di vita equilibrato, l'attenzione all’alimentazione e un'attività motoria regolare. Quando la funzione d'organo viene meno, le uniche opzioni per garantire la sopravvivenza restano la dialisi o il trapianto, quest'ultimo considerato la migliore soluzione terapeutica quando praticabile.
Progetto nato da un'idea degli infermieri torinesi
Il progetto è nato dall'idea degli infermieri dei centri CTO e Farinelli di Torino, Silvia Ambrosio e Roberta Mingolla, coordinati dal professor Luigi Biancone, in collaborazione con l'ANED e il supporto di numerosi enti tra cui AVIS, CAI e Centro Nazionale Trapianti. Le tappe si svolgeranno di domenica proprio per permettere la partecipazione di chi è in emodialisi, essendo l’unico giorno di fermo dei centri.
Il cammino accende i riflettori anche sulla criticità delle donazioni. Sebbene nel 2025 l'Italia abbia registrato 4.500 trapianti, le liste d'attesa per un rene comprendono ancora 7.542 persone, con tempi medi di attesa superiori ai tre anni. I dati sulle dichiarazioni di volontà mostrano un trend complesso: nei primi due mesi del 2026, il 40,9% dei cittadini ha espresso opposizione alla donazione post-mortem, un dato in aumento rispetto allo storico medio del 34%.
Il numero di trapianti di rene è inoltre risultato in calo nell'ultimo biennio, passando dai 2.031 del 2024 ai 1.850 del 2025. In questo contesto, l'iniziativa promuove la responsabilità collettiva e la cultura del dono come forma di tutela reciproca e consapevolezza.