Eventi - 17 marzo 2026, 06:06

Teatro, Beppe Rosso protagonista della settimana a San Pietro in Vincoli

Retrospettiva sul noto attore e regista torinese, direttore artistico di Acti Teatri Indipendenti. Da oggi a domenica in scena due spettacoli con la regia di Gabriele Vacis

"Un giorno di fuoco"

Per la stagione Iperspazi del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro, da martedì 17 a domenica 22 marzo, è in programma a San Pietro in Vincoli un viaggio nel profondo Piemonte con i due spettacoli inseriti nella Retrospettiva Beppe Rosso, in scena l’attore e regista torinese, cui è dedicato uno specifico focus all’interno della stagione, con le regie di Gabriele Vacis: da martedì 17 a giovedì 19 marzo sarà presentato Dei liquori fatti in casa, testo di Remo Rostagno, Beppe Rosso e Gabriele Vacis, mentre da venerdì 20 a domenica 22 marzo sarà la volta di Un giorno di fuoco di Beppe Fenoglio.

Dei liquori fatti in casa

Abusando di un’espressione talvolta sfruttata a teatro si può dire che questo spettacolo sia il classico evergreen della scena, monologo dalla lunga e fortunata vita artistica che dai lontani tempi del Laboratorio Teatro Settimo ha conquistato platee in Italia ed all’estero. Ora torna a Torino con il suo carico di poesia ed umanità capace di coinvolgere spettatori di generazioni diverse: esito della scrittura “a sei mani” di Remo Rostagno, Gabriele Vacis e Beppe Rosso, la narrazione si inserisce in una struttura teatrale visionaria e di apparente semplicità con l’interprete che dà voce con la parola e il corpo, in interazione con la forza della musica, a personaggi dalla variegata umanità, caratteri ora inediti ora universali.

Con sullo sfondo delle Langhe, terre di vini, di liquori e di grandi narratori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e Gina Lagorio, lo spettacolo dà spazio ad un racconto che invita lo spettatore contemporaneo a salire su un ideale macchina del tempo per essere traghettato in un paese della provincia italiana nei primi anni Sessanta: storia che prende forma nel luogo simbolo di una comunità come la piazza del paese, ambiente di continuo passaggio e frequenti incontri che alimentano la quotidianità di ironia e comicità. Si parla del boom economico, fase storica di inaspettata rinascita dopo le privazioni e i lutti della guerra, ma anche momento di profondo mutamento di tradizioni centenarie destinate in pochi anni a subire un cambiamento radicale: un esempio? La colonna sonora della piazza in breve tempo passa dal rintocco del campanile alle scanzonate melodie del juke-box, mentre da dentro le case più fortunate si sentono i primi vagiti di quella “signora televisione” destinata a cambiare la vita di tutti quanti negli anni a venire.

Una narrazione ironica, iconica e a tratti fantastica che non dimentica come vini, distillati e liquori siano sempre l’eredità di una tradizione antica, arrivando ad identificare terre e civiltà di millenaria storia. Come spettatori apprestiamoci a condividere lo sconquasso che investe uomini e donne dopo l’inaspettato arrivo di una forestiera: una donna francese scesa da quella corriera che ogni giorno attraversa la piazza, giovane figura capace di interrompere la sacralità della partita di pallone elastico ma anche di calamitare l’attenzione di un’intera comunità che vede la propria piazza all’improvviso invasa dall’amore e dal peccato, dal sogno o, addirittura, dalla rivoluzione.

Un giorno di fuoco

Leggi il titolo e subito pensi alle atmosfere tipiche delle pellicole di un “western all’italiana”, sensazione se possibile confortata una volta appresi i fatti dell’intera vicenda: un uomo imbraccia il fucile e spara, uccide metà della sua famiglia per poi asserragliarsi dentro casa in una battaglia all’ultimo sangue con le forze dell’ordine. Episodio di cronaca nera che, se non sapessimo risalente al secolo scorso, potremmo benissimo immaginare estrapolato dai giornali di oggi: teatro del drammatico succedersi di eventi sono le terre delle Langhe tanto care a Beppe Fenoglio, paesi e strade dove gli uomini parlano in modo brusco, stringato, e le loro storie di gente qualsiasi sono dominate da parole e gesti forti.

Il racconto, che dà il titolo alla raccolta dei “Racconti del Parentado” editato nel 1963, si ispira ad un fatto di sangue realmente accaduto nel lontano 1933, di cui fu testimone indiretto lo stesso Fenoglio bambino durante una vacanza nelle Langhe a San Benedetto Belbo. E’ un succedersi di eventi vissuti in un clima di crescente tensione che la penna di Fenoglio trasforma in cronaca capace di far capire e vedere allo spettatore di oggi: quella che, ad una prima lettura, può sembrare la follia omicida di un singolo disperato, diventi inspiegabile tragedia di un’intera comunità riportata al presente con una narrazione dai toni epici con ogni elemento funzionale al dramma di un racconto dove, non senza crudeltà e ironia, la personale vendetta dell’assassino si trasforma in risposta ad un presente soffocante. Un racconto con uno spirito epico che solleva la materia a una sorta di rustica chanson de geste.

Assecondando una prospettiva tanto teatrale quanto cinematografica, in scena si materializza un resoconto alimentato da toni crudi e a tratti ironici, con personaggi simbolo della popolazione langarola come di un modo di vedere il mondo e intendere la vita che alla perfezione riflette la società del tempo: il tutto all’interno di una tragedia familiare trasformata in vera e propria guerra con l’Autorità per la definizione di un assurdo dramma collettivo.

Info

San Pietro in Vincoli
via san Pietro in Vincoli 28
da martedì 17 a giovedì 19 marzo h. 21 (Dei liquori fatti in casa)
venerdì 20 e sabato 21 marzo ore 21, domenica 22 marzo h. 19 (Un giorno di fuoco)
www.fertiliterreniteatro.com

redazione