L'appello dell'Unione Montana Alta Valle Susa per salvare l'ente post-olimpico e rilanciare la concertazione tra Torino e le valli. Il destino della Fondazione 20 marzo 2006 è al centro di un acceso dibattito istituzionale, sollevato con forza dall’avvocato Mauro Carena, Presidente dell’Unione Montana Alta Valle Susa.
Di fronte alle indiscrezioni su una possibile chiusura per mancanza di fondi, Carena interviene con una analisi puntuale, sottolineando come l'ente non solo chiuda i bilanci in utile, ma detenga ancora asset strategici come il 10% di Parcolimpico s.r.l. e diversi immobili di pregio. Secondo il Presidente, liquidare la Fondazione sarebbe un errore strategico: dal suo punto di vista rappresenta l'incarnazione di quella "visione autenticamente politica" nata per gestire l’eredità delle Olimpiadi Invernali, garantendo uno sviluppo economico regionale che unisca sport, turismo e cultura. "Tenere unito il Parco Olimpico", spiega Carena citando lo spirito della legge regionale 21-2006, è fondamentale per trasformare i costi di gestione delle infrastrutture in opportunità concrete per i comuni di Bardonecchia, Chiomonte, Exilles e l'intera valle, evitando che il patrimonio post-olimpico diventi un peso anziché un motore di crescita. In un'ottica di visione futura, l'Unione Montana propone di trasformare la Fondazione in un moderno "luogo di concertazione istituzionale" capace di superare i confini dei soli comuni olimpici per abbracciare l'intera area metropolitana e montana. Progetti come Mountains for Future dimostrano che esiste una progettualità viva che attende solo una governance solida e coordinata. Il Presidente Carena auspica quindi un’istruttoria condivisa tra Regione Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino per ridefinire le linee guida dell'ente, evidenziando che la Fondazione non ha debiti pecuniari e potrebbe fungere da ponte tra la città e le terre alte.
"Le mie osservazioni nascono dalla necessità urgente di concertazione delle politiche di sviluppo territoriale", conclude il Presidente a nome di tutti i comuni dell'Unione, ribadendo che solo attraverso un coordinamento strategico si potranno affrontare le sfide della gestione degli impianti e valorizzare pienamente il ruolo propositivo delle comunità locali, che dal 2006 attendono un riconoscimento duraturo per il loro impegno olimpico.