Cultura e spettacoli - 19 marzo 2026, 19:30

"La vendetta delle formiche", al via le riprese del film di Hedy Krissane: "Torino isola felice per l'immigrazione"

La troupe gira per tre settimane tra Porta Palazzo e Moncalieri. Cameo di Horas Kebab di San Salvario. La storia mostra gli estremismi da entrambe le parti"

In corso a Torino le riprese del film “La vendetta delle formiche” per la regia di Hedy Krissane. 

Per tre settimane la troupe girerà tra Porta Palazzo, Murazzi del Po, Giardini del Fante, Porte Palatine, Torre del Rivore e Moncalieri. 

Piccolo cameo di Horas Kebab, storico locale di San Salvario, che è anche sponsor della pellicola.

Un film che mette in luce fragilità, ma anche punti di forza dell’integrazione in città: “Torino - spiega il regista che nel film è anche interprete - è un bel teatro, regale in tutto. Di notte poi è bellissima. Quello che funziona è proprio questo contrasto tra la bella Torino e una storia cruda. La città ne esce bene, come una città con un’integrazione matura e che permette a chi è già integrato come il mio personaggio di esprimersi e di chiedere giustizia. Torino è già così di fatto. È solidale e aperta, chi vive qua non andrebbe mai da nessun'altra parte. A volte soffre un po’ l’imposizione da Roma, ma per me è un’isola felice per l’immigrazione”.

Realizzato con il sostegno di Film Commission, il regista italo-tunisino era in cantiere da tempo: “Ho atteso molto per poter vedere finanziato il film.  L’Italia forse non è ancora pronta a questo tipo di prodotto. Senza la Film Commission probabilmente non si sarebbe fatto”. 

Al centro della vicenda l’aggressione di un’adolescente per motivi di razzismo: “La storia scoperchia un mondo di razzismo da entrambe le parti. Sia dalla famiglia sia dello Stato. C’è un estremismo totale di tutti quanti. Il protagonista stesso pregiudica gli altri”. 

Il titolo mette sullo stesso piano italiani e immigrati: “Le formiche siamo noi, sono le persone che lavorano quotidianamente. Siamo tutti formiche che cercano di costruire questa società. Il punto è che a volte bisogna cercare di allungare la mano. Se l’immigrato viene qua e non si dà la possibilità di conoscere la cultura in cui va a vivere, farà sicuramente più fatica a integrarsi e ci metterà più anni. Non è una cosa che ci costa tanto. La contaminazione crea cose belle. La storia di questo film è bella perché ognuno ha messo del suo.” 

È un film che è pensato per la seconda generazione, non protetta sia dai genitori, che sono fragili a loro volta, sia dallo Stato spesso assente. 

Il cast 

Abbiamo un bagaglio che abbiamo cercato di ricostruire anche attraverso l’esperienza di Hedy - spieg Linda Messerklinger nei panni della poliziotta Linda Camoni -. Sono cose che ha vissuto con la sua famiglia e sulla sua pelle. La purezza delle sue intenzioni è quello che mi ha attratto nel fare parte del progetto. Proviamo a entrare dal punto di vista di qualcuno che si fa guida e che prova a trasferirci qualcosa che ha vissuto sulla propria pelle. Cerco sempre dei ruoli che mi arricchiscono e credo che la questione dell’immigrazione sia un discorso attuale e importante da raccontare. Bisogna cercare di essere aperti nei confronti di qualcuno che non conosciamo perché a volte siamo più simili di quanto crediamo”. 

Costantino Comito, nel ruolo del poliziotto Tonino Regola: “È arrivata gente da tutta Italia per questo film. Questo è stato il richiamo di Hedy. Il suo impegno è costante e si vede sul set”.

La trama 

Liberamente ispirato ad una storia vera, il film racconta l’aggressione a sfondo razziale che scuote la vita di una tranquilla famiglia di immigrati. Una piccola bugia mette in crisi la fragile convivenza tra la prima generazione, ancorata alle sue tradizioni e la seconda, in bilico tra le due identità. Sharif, il padre e Aicha, la figlia, devono fare i conti con ciò che è avvenuto davvero: qualcosa che cambierà radicalmente la loro famiglia.