Cancelli chiusi, silenzio e degrado. Ma soprattutto intrusioni e furti. Davanti all’ex Cesm di via Cena i residenti tornano a farsi sentire con un presidio del comitato spontaneo E4, riportando al centro una situazione che negli anni è progressivamente degenerata.
Non solo abbandono: all’interno della struttura, spiegano i cittadini, si sono verificati accessi abusivi ripetuti, con persone che sarebbero riuscite a entrare addirittura con l’auto, come se nulla fosse. Un segnale evidente, denunciano, di quanto l’area sia fuori controllo.
Dal 2017 solo problemi
Un tempo asilo e centro educativo municipale, inoltre negli ultimi anni la struttura offriva anche servizi specialistici per famiglie. Poi lo stop. Da allora, 9 anni di vuoto e richieste rimaste senza risposta. "È in disuso dal 2017 - racconta Marco Milazzo del comitato -, e da allora, nonostante sulla carta fosse ancora un centro educativo, è rimasta completamente ferma. Parliamo di una struttura di circa 3mila metri quadrati, con tanti spazi utilizzabili e persino una piscina nel piano interrato".
Il comitato non è rimasto a guardare. Nel 2022 una prima petizione aveva raccolto circa 400 firme, accompagnata anche da un sopralluogo all’interno dell’edificio. Gli ambienti, spiegano, risultavano ancora agibili: impianti elettrici e idraulici funzionanti, aule, infermeria. Poi però è emerso il nodo della gestione, inizialmente in capo all’edilizia scolastica e non direttamente al Comune.
"Abbiamo insistito perché la struttura passasse al patrimonio comunale - prosegue Milazzo -, e questo passaggio c’è stato. Ma oggi siamo ancora fermi: manutenzione e destinazione d’uso sono in capo al Comune, ma non si è ancora presa una decisione".
Le 700 firme di protesta
Nel 2023 una seconda petizione, ancora più partecipata, con circa 700 firme. Nel frattempo il Comune ha provato la strada del bando, andato però deserto per due volte. Troppo alto, secondo i residenti, l’investimento richiesto: circa 800mila euro per la riqualificazione. "Chi si sarebbe preso un impegno del genere? - osserva Milazzo -. Noi avevamo proposto una casa di quartiere, con associazioni e attività sociali, anche con la disponibilità della Protezione civile. Un progetto concreto. Oggi chiediamo almeno chiarezza sulla destinazione: per noi la soluzione più credibile è quella di portare qui uffici comunali".
Sicurezza assente
Intanto cresce la preoccupazione per la sicurezza, anche alla luce degli episodi avvenuti negli ultimi anni. Una situazione che trova sponda anche nelle istituzioni locali. "Ormai da tempo questa struttura è abbandonata - sottolineano Fabio Cangelli (Movimento 5 Stelle) e Isabella Martelli (Partito Democratico), consiglieri della Circoscrizione 6 - e, nonostante gli sforzi fatti finora, non si è arrivati a una soluzione. Il timore dei cittadini è che possano verificarsi nuove intrusioni".
I due consiglieri ricordano che in Circoscrizione sono già stati approvati diversi documenti per chiedere la riqualificazione dell’area. L’obiettivo resta quello di restituire lo spazio al quartiere, anche attraverso finanziamenti pubblici.
"Chiediamo che si attivino bandi europei, regionali o governativi - spiegano -, per trasformare questa struttura in un luogo vivo, a disposizione delle associazioni e delle attività sociali".
Lomanto: "Noi inascoltati"
Sulla vicenda interviene anche il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, con toni più critici nei confronti del Comune. Secondo il presidente, quanto sta accadendo oggi era stato ampiamente previsto. "Si sta verificando quello che la Circoscrizione insieme ai residenti lamentava da tempo: l’assenza di ascolto rispetto ai progetti del comitato e alle petizioni molto partecipate", spiega.
Una mancanza di confronto che, secondo Lomanto, avrebbe contribuito al progressivo deterioramento della situazione, tra atti vandalici e furti all’interno della struttura, fino a compromettere ogni possibilità concreta di riutilizzo. Anche i due bandi andati deserti, sottolinea, sono la dimostrazione di un percorso che non ha funzionato.
Da qui la richiesta di un cambio di passo: il presidente chiede che il Comune apra finalmente un confronto diretto con il territorio. "Ci aspettiamo che il Comune si sieda al tavolo con la Circoscrizione e i residenti con un approccio diverso, in modo da trovare una soluzione per tutto il quartiere Rebaudengo", ha infine concluso.