A pochi minuti dalla chiusura dei seggi, il risultato più evidente del referendum sulla Giustizia è di aver riportato gli italiani alle urne. Alle 15 sono oltre il 63% i torinesi che hanno espresso il loro voto, contro una media nazionale attualmente quasi al 59%. Merito anche della campagna fatta dal centrodestra per il sì e del centrosinistra/pentastellati per il no, che ha di fatto reso questo weekend elettorale un appuntamento più politico che referendario.
Il no favorito
Ed in base ai primi sondaggi, al momento il no è favorito: secondo gli exit poll Opinio-Rai il no è in vantaggio con una forbice tra il 49-53% ed il sì tra il 47-51%. Numeri affini a quello di YouTrend per SkyTg24.
Torino verso il NO
E intanto l'esito cittadino sembra piuttosto delineato. Con poco meno di un terzo di seggi scrutinati il No si attesta attualmente intorno al 65%, con una forbice di quasi 30 punti rispetto al Sì.
I politici torinesi attendono il risultato
Ed in attesa del risultato finale, nel capoluogo piemontese i partiti aspettano il risultato nelle proprie sedi. Il M5S si è dato appuntamento in via Colautti 7, dove sono presenti il consigliere regionale Alberto Unia, la deputata Chiara Appendino ed i senatori Elisa Pirro e Antonino Iaria. Affissa alla porta i pentastellati hanno messo un elenco di esponenti politici e realtà che hanno scelto sì, da Casa Pound e Cosa Nostra sino alla famiglia Berlusconi, Stefania Craxi e il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Ad appena dodici minuti a piedi, sempre nella zona di Borgo Vittoria, il Partito Democratico attende il risultato nel point di via Coppino. Alleanza Verdi Sinistra/Sinistra Ecologista ha organizzato dalle 15 l'appuntamento "Aspettiamo i risultati insieme" nella sede di piazza Risorgimento: qui ci sono il vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi, la capogruppo regionale Alice Ravinale, l'assessore comunale Jacopo Rosatelli e la capogruppo comunale Sara Diena.
Mezz'ora prima dello stop alle votazioni, c'è spazio per le polemiche: il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia Roberto Ravello, insieme alla senatrice meloniana Paola Ambrogio, attaccano l'Imam di Torino Brahim Baya che sui social ha pubblicato la foto della scheda mentre vota "no". "Una vergogna - commentano- senza limiti: propaganda illegale e odio istituzionale, così si calpestano le regole della democrazia e si fomenta odio. Serve rispetto per il voto e le istituzioni".