Economia e lavoro - 26 marzo 2026, 10:35

Imprese piemontesi in difficoltà per rincari materiali: fino al +30%. A rischio lavori pubblici e privati

La lista completa di tutti i prodotti che hanno subito un rialzo

L’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, fino al 30%, comincia a incidere profondamente nei bilanci delle imprese piemontesi del settore.

Con il conflitto nel Golfo Persico, come già accaduto per la guerra russo-ucraina, il costo delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti rischia di gravare sulle realtà del Piemonte che si occupano di edilizia, costruzioni e di lavori pubblici.

L’allarme lo lancia Confartigianato Imprese Piemonte ricordando come gli imprenditori stiano affrontando una “tempesta perfetta” per il costo delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti, per la scarsa reperibilità di questi, per l’aumento dei costi di trasporto e per la necessità di aggiornare continuamente listini e preventivi per non perdere ordini e lavori.

C’è forte preoccupazione perchè l’instabilità dei prezzi, dalle materie prime all’energia fino al gasolio, possano ripercuotersi sia sui lavori pubblici sia sugli interventi privati - afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - e i durissimi contraccolpi di questa situazione potrebbe essere difficile da affrontare soprattutto per le piccole e medie imprese”.

“Sarebbe opportuno, da parte delle Istituzioni - prosegue Felici – prevedere una revisione dei prezzari che tengano conto dell’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione, anche per prevenire possibili distorsioni dovute alla speculazione”.

“A questo proposito - conclude Felici - invitiamo la Politica ad adoperarsi per rendere operativo l’Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle Opere Pubbliche istituito dalla Legge di stabilità 2026 che avrà il compito, tra gli altri, di raccogliere, analizzare e confrontare i dati relativi ai costi dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni, oltre a vigilare sulle dinamiche di mercato che incidono sulla determinazione dei prezzi nei diversi ambiti territoriali”.

Le analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato stimano come in Piemonte le imprese artigiane del settore costruzioni siano 48.426, (il 42,7% del totale delle imprese artigiane), tutte interessate da uno shock sui maggiori costi delle materie prime.

L’aumento generalizzato dei prezzi, come da comunicazioni che stanno arrivando dai fornitori verso le imprese, varia tra il 10% e il 15% con punte del 30%.

Ecco gli aumenti medi già rilevati e annunciati dal 1 aprile: prodotti chimici per l’edilizia +3%; cartongesso e intonaci +3,5%; sabbie, leganti, malte, calcestruzzi e arredo giardino, manufatti cementizi + 5%, pitture interne ed esterne, sistema a cappotto, smalti e impregnanti + 6,5%; tubi e raccordi in polietilene e reti da cantiere + 10%; membrane bituminose +10%, polistirene estruso, lana di vetro e lana minerale, contenitori in PE per stoccaggio acqua potabile +13%; isolanti e impermeabilizzanti tra il 7% e il 15%; tubazioni in pvc e polietilene +20%; tubi in polietilene liscio e tubi multistrato + 30%. Ancora da quantificare l’aumento di betonelle e tegole in cemento. Per il calcestruzzo atteso rialzo del 15%. Anche il ferro registra aumenti che in certi casi raggiungono il +20%.

Per tutti gli altri prodotti i fornitori accettano ordini inserendo però una clausola di possibile revisione dei prezzi.

“Oltre agli aumenti immediati, - commenta Enzo Tanino, Presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia - si stanno diffondendo anche pratiche commerciali che riflettono il crescente clima di incertezza nel mercato. Alcuni fornitori, infatti, richiedono alle imprese di confermare i preventivi entro 24 ore, avvisando che, in caso contrario, le condizioni economiche potrebbero subire modifiche”.

“Queste dinamiche - continua Tanino - si inseriscono in un contesto già complesso per il settore delle costruzioni. All’inizio dell’anno si erano registrati aumenti intorno al 10%, mentre il recente incremento dei costi dei carburanti sta incidendo direttamente sulle spese di trasporto, sull’impiego dei mezzi di cantiere e, più in generale, sull’operatività quotidiana delle imprese”.

“Il tema riguarda in modo diretto anche il settore degli appalti pubblici. Questi aumenti che abbiamo rilevato rischiano di incidere sull’equilibrio economico dei cantieri già avviati - conclude Tanino - e rischiano di creare difficoltà sia per le imprese sia per le Pubbliche Amministrazioni impegnate nelle opere e nel rispetto delle ultime scadenze relative alla realizzazione dei progetti PNRR”.

Per Confartigianato Imprese Piemonte, se tale dinamica dovesse proseguire, il rischio concreto sarebbe quello di rallentamento o fermo dei cantieri pubblici e la difficoltà di realizzazione degli interventi programmati sul territorio. In assenza di meccanismi di adeguamento efficaci, il rischio è quello di compromettere l’equilibrio dei contratti e rallentare l’esecuzione degli interventi.

comunicato stampa