Martedì scorso nel cortile del Liceo IIS Curie-Levi sede di Collegno è stato inaugurato il nuovo orto didattico, uno spazio progettato per diventare un vero laboratorio all’aria aperta dove le classi potranno sperimentare progetti innovativi, percorsi di educazione ambientale e attività pratiche legate alla cura del verde. L’orto sarà inoltre un luogo dedicato al benessere delle studentesse e degli studenti, compresi quelli con disabilità, che potranno utilizzare questo ambiente naturale come spazio di espressione, calma e relazione.
Il Comune di Collegno ha sostenuto la realizzazione del progetto attraverso l’acquisto di materiali fondamentali – vanghe, guanti, attrezzi – e grazie alla supervisione tecnica dell’Ufficio Ambiente. Un dipendente comunale ha infatti lavorato il terreno e preparato le aree destinate alle coltivazioni, garantendo una base solida per l’avvio delle attività.
“Questo orto didattico è un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, scuole e realtà del territorio possa generare spazi che fanno bene alla comunità. È un luogo che parla di sostenibilità, di cura e di futuro, ma anche di inclusione: ogni studente potrà viverlo secondo le proprie capacità e sensibilità. Siamo orgogliosi di aver contribuito alla sua nascita” spiega il Sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone presente all’inaugurazione con l’Assessore all’Ambiente e Solidarietà Sociale Roberto Bacchin e le referenti del progetto per il Liceo Curie: le professoresse Cristina Ferrero, Ida Vigliotti (oggi in pensione) e Alessandra Chirieleison.
“Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto perché unisce educazione ambientale, innovazione e benessere - sottolinea Bacchin -. Lavorare la terra, osservare i cicli naturali, sperimentare tecniche nuove: tutto questo aiuta i ragazzi a sviluppare consapevolezza e responsabilità. Ringrazio gli uffici comunali e i partner che hanno reso possibile questo risultato”.
Al progetto hanno collaborato anche realtà del territorio: il Vivaio Gramaglia, che ha messo a disposizione piante e materiali utili alla prima fase di impianto, e la Facoltà di Agraria, che ha avviato con la scuola uno scambio di competenze e conoscenze, dall’orticoltura alle tecniche di utilizzo del bambù per strutture leggere e sostenibili.
Conclude la professoressa Cristina Ferrero a nome del gruppo di lavoro: “Per i nostri studenti questo orto è molto più di uno spazio verde: è un luogo dove imparare facendo, dove sbagliare senza paura, dove scoprire che la natura può essere un’alleata preziosa anche nei momenti di fatica. Vogliamo che diventi un laboratorio aperto, inclusivo e creativo, capace di accogliere idee, esperimenti e soprattutto persone”.