"No al riarmo, al deserto, no ai governi del petrolio e della guerra". Questo il messaggio in prima linea nel corteo per l'ambiente sfilato questa mattina per le strade di Torino.
Da piazza Arbarello al ponte Vittorio
Guidati dai Fridays For Future, quasi un migliaio di giovani ha manifestato da piazza Arbarello alla Gran Madre, passando per via Cernaia, porta Palazzo, corso San Maurizio, via Po e terminare sul ponte Vittorio. Percorso abbreviato, però, per la prescrizione della Questura arrivata ieri agli organizzatori, con la richiesta di tagliare il tratto lungo Dora ed evitare così di passare dalla sede di Italgas.
"Mai in 7 anni ci era arrivata una prescrizione, ecco gli effetti del Decreto Sicurezza - ha commentato Carlo dei Fridays Torino - Dovessimo infrangere la prescrizione dovremmo pagare una multa di 10 mila euro. Ma è anche per questo che siamo scesi in piazza: in Italia la polizia può impedire di manifestare in una serie di luoghi e limita le nostre libertà costituzionali. Italgas ha visto aumentare gli utili del 40% nell'ultimo anno, dicendo che il gas è un'energia di transizione".
Nel mirino Giorgia Meloni e Crosetto
"Gas di estinzione" viene invece chiamata dagli attivisti, che al Rondò Rivella hanno simulato le morti causate dal gas davanti alla stretta di mano di Meloni e il ministro per l'ambiente Gilberto Pichetto Fratin.
Punti di protesta anche il Comune, criticato per "4 anni di inazione", e la sede Rai di via Verdi, accusata di essere diventata Telemeloni e di minimizzare la crisi climatica, parlando di maltempo. Tante le bandiere in piazza, da Arci a Libera, da CGIL agli Extinction Rebellion, oltre a comitati e collettivi studenteschi.
Alle 12.30 il corteo ha terminato la protesta su ponte Vittorio, sostando lì fino al primo pomeriggio per pranzare insieme e organizzare un'assemblea.