Cronaca - 28 marzo 2026, 07:01

Violenza in carcere: detenuto colpisce con un violento schiaffo un agente

A segnalare l'accaduto il sindacato OSAPP: "Contesto ormai fuori controllo"

Episodio di violenza nel carcere Lorusso-Cutugno dove nel pomeriggio del 28 marzo si è verificata un'aggressione presso il terzo piano del Padiglione B.

Un detenuto, già sottoposto a isolamento disciplinare, una volta aperta la cella per consentirgli di recarsi alla doccia, si è scagliato improvvisamente contro l’agente in servizio nella sezione, colpendolo al volto con uno schiaffo di estrema violenza, senza apparente motivo.

A seguito dell’aggressione, l’agente è stato costretto a ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale Maria Vittoria di Torino. Le sue condizioni destano preoccupazione tanto che dovrà sottoporsi a ulteriori accertamenti nella giornata odierna.

A segnalare l'accaduto è il sindacato OSAPP: “Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza in un contesto ormai fuori controllo”, dichiara Leo Beneduci. “È necessario che il Ministro Nordio disponga con urgenza un’ispezione per accertare le ragioni per cui i detenuti del terzo piano del Padiglione B risultano, di fatto, in regime di apertura diffusa, mentre il personale di polizia penitenziaria viene lasciato solo, nel silenzio assordante dei vertici dell’istituto.”

"Da tempo questa organizzazione sindacale segnala la grave situazione di criticità al terzo piano del Padiglione B, con particolare riferimento ai turni pomeridiani, durante i quali il personale risulta non supportato rispetto alle esigenze operative. Ci si chiede quali iniziative si intendano adottare per ripristinare adeguate condizioni di sicurezza.

L’OSAPP denuncia una situazione ormai insostenibile, caratterizzata da gravi criticità organizzative e da un crescente rischio per l’incolumità del personale in servizio".

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza gratuita che conferma le difficili condizioni operative in cui sono costretti a lavorare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria», aggiunge Vincente Santilli del SAPPE. «Non è più tollerabile che il personale venga esposto quotidianamente a rischi così elevati senza adeguate tutele e strumenti operativi».

Sull’accaduto interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che esprime «piena vicinanza e solidarietà al collega aggredito» e richiama con forza l’attenzione delle istituzioni: «È indispensabile intervenire con urgenza adottando provvedimenti concreti ed efficaci a tutela dei poliziotti penitenziari in servizio a Torino. Non si può più attendere: servono misure immediate per garantire sicurezza, rispetto e dignità a chi ogni giorno opera negli istituti penitenziari».


 

redazione