L’industria lattiero-casearia italiana cambia pelle e punta sul "cibo che cura" per scalare i mercati internazionali. Presso l’Inalpi Arena di Torino, l’azienda cuneese ha svelato oggi una radicale trasformazione societaria con la nascita di Inalpi S.p.A. Holding, una struttura concepita per superare il tradizionale modello produttivo e trasformarsi in una piattaforma integrata che fonde industria, nutrizione e ricerca scientifica.
Obiettivo 500 milioni di fatturato
L’operazione segna il passaggio da un fatturato di circa 300 milioni di euro nel 2025 a un obiettivo ambizioso di 500 milioni entro il 2030, sostenuto da un piano di investimenti da 100 milioni di euro, di cui 30 milioni saranno destinati esclusivamente alla ricerca e allo sviluppo. Sotto l’ombrello della nuova holding opereranno quattro divisioni specializzate: Inalpi Industrial per il cuore produttivo, Inalpi Consumer per il brand, InLab Solutions per l’innovazione e l’inedita Inalpi Nutrition, dedicata all’ingresso nel settore delle proteine funzionali e del medical nutrition.
La qualità della proteina
“I driver di crescita sono tre e sono molto chiari - presidente della Holding, Ambrogio Invernizzi - Il primo è la qualità della proteina. Nei prossimi anni non farà la differenza quanta proteina produciamo, ma che tipo di proteina. Il secondo è la nutrizione funzionale. Stiamo entrando in un’area in cui il cibo non è più solo alimento, ma supporto della salute e del benessere. Il terzo è la filiera integrata e sostenibile. Per noi non è solo un tema ambientale, ma un fattore competitivo: controllo, tracciabilità, qualità ”.
Un comitato scientifico
A garanzia del rigore scientifico di questo percorso è stato istituito un Comitato Scientifico Inter-Company, presieduto dalla professoressa Debora Fino del Politecnico di Torino, con l’obiettivo di validare clinicamente i nuovi alimenti a fini medici speciali. La docente ha spiegato che “La creazione di questo Comitato Scientifico rappresenta un passaggio fondamentale per integrare in modo strutturato ricerca, industria e innovazione. Oggi più che mai è necessario un approccio multidisciplinare che consenta di trasformare la conoscenza scientifica in soluzioni concrete, in cui la ricerca diventa il motore capace di guidare scelte industriali consapevoli e sostenibili. In questo contesto, lo sviluppo di alimenti funzionali e a fini medici speciali richiede rigore scientifico, validazione clinica e una forte sinergia tra competenze diverse, che il Comitato possiede. È proprio su questa integrazione che si giocheranno le sfide future del settore nutrizionale”.
Cambiano i consumi
La metamorfosi di Inalpi si inserisce in un trend globale analizzato da Eugenio Puddu di Deloitte, che ha evidenziato come il settore food stia passando dal soddisfacimento del bisogno primario al concetto di benessere preventivo. Secondo Puddu: “ Il settore food sta attraversando un’ulteriore e significativa evoluzione: dal cibo inteso come semplice risposta ai bisogni alimentari al cibo che cura, fino al cibo che contribuisce in modo concreto al benessere delle persone. Si tratta di un cambiamento profondo, che ridefinisce il ruolo stesso dell’industria alimentare e il valore dei suoi prodotti. Questa è al tempo stesso la sfida e l’opportunità per l’intero comparto, che premierà le aziende capaci di interpretare questo passaggio, di innovare i propri modelli e di investire con convinzione e continuità nel futuro ”.
Nasce l’associazione APPLI
Contestualmente alla riorganizzazione, è stata presentata l’associazione APPLI, nata per aggregare i produttori di proteine del latte e dialogare con le istituzioni. Ambrogio Invernizzi ne ha descritto la genesi affermando che “APPLI nasce da un’esigenza molto concreta - ha aggiunto Invernizzi -: dare voce e visione ad un settore strategico per la Nazione. Le proteine del latte non sono solo un prodotto agricolo, ma una leva industriale e nutrizionale. Gli obbiettivi sono tre: valorizzare la filiera italiana, promuovere innovazione e ricerca e costruire un dialogo strutturato con le istituzioni. Il primo passo sarà aggregare i principali operatori, le secondo definire una roadmap chiara su qualità, standard e sviluppo. Vogliamo portare il tema delle proteine del latte al centro del dibattito industriale”.
Firmato protocollo con Federalimentare
Il consolidamento di questa visione sistemica è stato sancito dalla firma di un protocollo d'intesa tra APPLI e Federalimentare. In merito, Invernizzi ha aggiunto: “ Ed in questo contesto siamo lieti di annunciare oggi la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa tra APPLI e Federalimentare, un passaggio che ha un significato estremamente importante. Significa portare un tema specifico, come quello delle proteine del latte, dentro una visione più ampia del sistema alimentare italiano. La parola chiave è “sistema”: in un contesto globale, infatti, nessuna realtà può crescere in modo solido senza inserirsi in un ecosistema più ampio, strutturato e interconnesso ”.
L'innovazione aumenta la competitività
A chiudere il cerchio, il presidente di Federalimentare Paolo Mascarino ha sottolineato come l'innovazione tecnologica e l'internazionalizzazione — con l'export del comparto che ha superato i 59 miliardi di euro nel 2025 — siano le direttrici necessarie per il futuro. Mascarino ha concluso: “L’innovazione è fondamentale per la competitività e Federalimentare promuove la ricerca e il trasferimento tecnologico dell’industria alimentare. Il protocollo di collaborazione tra APPLI e Federalimentare si innesta in questa visione, e vuole favorire l’impegno di Inalpi nel perseguire una strategia di differenziazione, attraverso un percorso di collaborazione che metta a fattor comune le competenze per favorire la ricerca di nuove tecnologie innovative per promuovere la qualità, la sostenibilità e i valori nutrizionali dei prodotti”.