Politica - 31 marzo 2026, 17:38

Caso Chiorino, minoranza contro Cirio: "Scappa dal confronto. Non leggerezza, ma rapporti con famiglia vicino mafia"

PD, M5S, AVS e SUE sollecitano chiarezza dal governatore e dall'ex assessore

Dopo le dichiarazioni del governatore Alberto Cirio a poche ore dalle dimissioni di Elena Chiorino da assessore regionale al Lavoro, rimasta coinvolta nello scandalo de “Le 5 Forchette Srl”, centrosinistra e M5S vanno all'attacco parlando di un "teatrino imbarazzante:  maggioranza e presidente scappano dal confronto".

Consiglio sconvocato

Questa mattina Cirio avrebbe dovuto riferire in aula su Chiorino alle opposizioni ma, dopo il passo indietro della biellese, è stato sconvocato il Consiglio Regionale. Il governatore ha scelto quindi di convocare una conferenza stampa, definita dalle capogruppo di opposizione Gianna Pentenero (PD), Alice Ravinale (AVS), Sarah Disabato (M5S) e Vittoria Nalo (SUE) "un monologo senza contraddittorio politico. Aspettiamo ancora le adeguate risposte nelle sedi istituzionali, dove non parleranno da soli".

Chiorino in Consiglio 

Dopo le dimissioni da assessore, Chiorino tornerà a sedere in Consiglio Regionale tra i banchi di Fratelli d'Italia. Accanto a lei il collega Davide Zappalà, anche lui socio de "Le 5 Forchette Srl" insieme all'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia) e l'ex assessore di Biella Cristiano Franceschini.

Minoranza all'attacco 

Per i dem Pentenero e Domenico Rossi, il passo indietro di Chiorino "non cancella la gravità dei fatti: deve ancora spiegare come ha conosciuto la figlia di Caroccia, perché ha deciso di costituire una società con lei e se ha verificato la natura dei fondi investiti, soprattutto alla luce dell’indagine della DDA di Roma che ipotizza riciclaggio dei soldi del clan Senese. Così come deve spiegare la mancata dichiarazione patrimoniale di quelle quote societarie". 

"Tutto questo - proseguono i consiglieri del Partito Democratico - non può essere derubricato a “fatto privato” come sostiene Cirio o “leggerezza grave”, perché parliamo di rapporti con una famiglia collegata alla mafia".

Alle accuse mosse dal capogruppo di FdI Carlo Riva Vercellotti, replica Alice Ravinale di AVS: "È sconcertante che abbia il coraggio di rovesciare la realtà e di denunciare "gogne mediatiche": ricordo invece a questi signori di aver ricevuto minacce di morte a causa dei loro pretestuosi e continui attacchi rivolti a me per la mia partecipazione pacifica ad un corteo, abbiano almeno la decenza di tacere".

Per la capogruppo del M5S Sarah Disabato, le dimissioni di Chiorino sono "un atto dovuto". "Oggi - prosegue la pentastellata - la Giunta Cirio ha perso un’occasione per chiedere pubblicamente scusa ai cittadini, che da giorni vedono il Piemonte sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali per vicende gravi ed inquietanti".

"Trattandosi di una battaglia politica, - chiosa la capogruppo di SUE Vittoria Nallo - il punto centrale resta uno solo: il Presidente si sta nascondendo dietro un muro in cartongesso, tirato su in fretta e furia da una maggioranza in evidente e totale imbarazzo. Ha scelto la via della fuga invece di affrontare un dibattito serio e doveroso con le opposizioni".