Chirurgia dell'Anima - 04 aprile 2026, 09:00

La chirurgia plastica etica, tra miti social e bellezza autentica

Visi perfetti, modelle e modelli che sembrano scolpiti da un’artista rinascimentale, incarnati levigati fino al limite della realtà. E, naturalmente sorrisi sempre perfetti: è questo l’orizzonte visivo in cui crescono, oggi nell’epoca dei social media, delle immagini e dell’immagine, molti adolescenti e molti giovani adulti. Una realtà logicamente falsata, artificiale, che non lascia spazio alla minima imperfezione. Quella la si scorge al contrario, guardandosi allo specchio, con risultati che troppe volte possono essere più gravi di quanto si pensi: ossessione del confronto continuo, frustrazione, ansia, senso di inadeguatezza, fino ad arrivare, nei casi più fragili, alla depressione e a veri quadri patologici. Ed è proprio su questi temi che ho deciso di incentrare le mie conferenze, inaugurate proprio questo martedì presso l’Accademia Albertina di Torino e che verranno ospitate, prossimamente, in numerose città.

Già, perché in troppi dopo anni di auto umiliazioni, di frustrazioni, di diete al limite del disturbo alimentare e di utilizzo improprio di tutte le “armi” che la cosmetica offre si trovano in una sala d’attesa del chirurgo plastico, sperando che il medico possa davvero fare quel “miracolo” in grado, dal loro punto di vista, di cambiargli finalmente la vita. Ma proprio perché i sopracitati modelli sono tanto perfetti quanto irrealistici, non potrà essere un intervento chirurgico a risolvere una situazione che ha a che fare con la psiche più che con il soma. Potrebbe, al contrario, paradossalmente, peggiorare ulteriormente le cose.

Intendiamoci, la buona chirurgia plastica c’è e va usata quando serve. In caso di un naso problematico che magari provoca anche disturbi di respirazione l’intervento può essere indicato. Se c’è qualcosa che non va che si può correggere, nulla di male nel farlo. Ma se il paziente si presenta con la foto del noto calciatore o la paziente con i post ultra filtrati di una delle tante influencer, allora il chirurgo deve ricordarsi che esiste un’etica e che a volte occorre saper dire di no, e inviare magari la persona verso un altro specialista che lavori sull’accettazione della propria bellezza, quella autentica, fatta anche dalle nostre imperfezioni.

Per questo oggi serve un nuovo paradigma della bellezza. Una bellezza non assoluta, non omologata, non ridotta a formula estetica. La vera bellezza è un’altra cosa: è coerenza tra ciò che una persona sente di essere e ciò che il suo aspetto esprime. Non solo: per avere un senso, deve generare valore e consapevolezza, come diceva Platone. Non deve creare dipendenza dagli sguardi degli altri, ma accompagnare la persona nel tempo, aiutandola a riconoscere una bellezza più vera, più umana, più compatibile con l’armonia e la vita.

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Luca Spaziante 

Chirurgo Plastico

Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva - AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico - Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico - ACTO Italia e ACTO Piemonte.