Danilo Ragona, classe 1978, si diploma all'Istituto Europeo di Design riuscendo così a canalizzare le conseguenze negative dell'incidente automobilistico subìto, in progetti esteticamente belli ma anche funzionali per sè e per gli altri.
Insieme all'amico Luca Paiardi fonda Viaggio Italia, un format documentaristico per raccontare gli aspetti positivi e non dei viaggi in carrozzina.
Qual è stata la tua reazione dopo l'incidente? Hai risposto subito in maniera combattiva o ti sei lasciato andare allo sconforto?
"Quando ho avuto l'incidente è stato un trauma: avevo 21 anni e non sapevo neanche dell'eventualità che si potesse rimanere in carrozzina tutta la vita, anche vedendo gli altri ero convinto che fosse sempre una situazione momentanea. Poi mi sono reso conto dell'effettiva gravità della situazione, riuscendo ad accettarla in breve tempo. Da quel momento è stato come ritornare bambino, con un nuovo corpo, nuovi sogni e nuovi obiettivi."
Com'è nata la tua passione per il tennis? Le emozioni delle gare sono sempre le stesse o sono cambiate nel tempo?
"In realtà ho cominciato con il ping pong, disputando campionati nazionali e internazionali. Poi l'ho lasciato perché non mi piace l'ambiente atletico sportivo ed ho cominciato a giocare a tennis. Con Luca Paiardi ci siamo ritrovati a giocare assieme ed a partecipare a campionati nazionali. Il tennis mi intrigava molto di più, paradossalmente anche per le difficoltà logistiche e di accessibilità a raggiungere i campi di gioco. A differenza di Luca, però, ho abbandonato anche questo sport per dedicarmi totalmente a lavoro, progetti e passioni."
Parlaci dell'associazione B-free: di che cosa si occupa, progetti, obiettivi?
"L'associazione B-Free nasce con l'obiettivo di gestire progetti paralleli a Viaggio Italia, sempre in ambito acessibilità ed inclusività. Ritengo che il viaggio offra uno spaccato della vita quotidiana, con le sue dinamiche gradevoli e non. Non solo progetti collegati al viaggio: sul nostro sito coesistono quelli che vanno dall'agricoltura all'istruzione alla sessualità alle barriere architettoniche. Ad esempio un progetto partito da Matera per mappare la Basilicata ed uno per mappare la Via Francigena, in Piemonte."
Che cos'è Custom Regeneration? Di che cosa si occupa? Progetti, obiettivi?
"Le mie attività e i miei lavori sono tutti molto collegati con quello che è stato il mio percorso di vita. Dopo essere diventato designer ho sempre pensato a prodotti che non fossero solo medicali ma "indossabili" e anche di design. Quindi con Able to enjoy - giunta al ventesimo anno di attività - nel 2006 ho sviluppato, brevettato, prodotto e messo in commercio la carrozzina B-Free Multifunction, per indicare una direzione innovativa del prodotto medicale. Sempre con l'obiettivo di posizionare il prodotto nelle dinamiche di tendenza della moda, segnalo la partecipazione alla sfilata con la Fondazione Vertical dove, nell'ambito del progetto modelle a rotelle, ho creato carrozzine in coordinato con gli abiti.
Per quanto riguarda Custom Regeneration, ritrovandomi casualmente alla discarica dove ho visto centinaia di carrozzine semi nuove abbandonate, ho deciso di aprire uno spazio per rigenerarle, proprio come si fa anche per cellulari od elettrodomestici. Con i prodotti di smaltimento di grandi aziende come tessuti o ruote ho creato e gestito la commercializzazione, tramite questa società benefit, di prodotti di arredamento cosiddetti di upcycling, ossia di riuso creativo.
Inoltre, tramite la collaborazione con i Lions, abbiamo donato carrozzine al Regina Margherita, al CTO e a tante altre piccole realtà ospedaliere, perché il problema a Torino e non solo è che manca la possibilità di avere prodotti medicali economicamente accessibili per il pubblico."
Parlaci del premio compasso d'oro: di cosa si tratta?
"Nel 2012 ho vinto il premio Menzione d'Onore Compasso d'oro per il design proprio con la carrozzina B-Free Multifunction, che è stata presentata a Roma ed è rimasta in esposizione per vari mesi insieme a tutti gli altri prodotti di design nel mondo dell'arredamento."
Parlaci della sedia a dondolo intimate swing: rispetto al passato si parla con più scioltezza della questione sessualità nei disabili o è ancora un tabù?
"La sedia Intimate Swing era un prodotto americano che io commercializzavo, inizialmente pensato solo per la disabilità. L'avevo presentata ad Expo Sanità, una fiera in ambito disabilità che si tiene ogni due anni a Bologna. Questa occasione mi aveva permesso di affrontare per la prima volta il tema della sessualità, perchè non se ne parlava, persino nelle unità spinali.
L'ho modificata e poi brevettata come prodotto di arredamento. E' una sedia a dondolo che può essere utilizzata da chiunque nella vita quotidiana o nel lavoro, perchè aiuta a muovere il bacino, le gambe e le spalle. Dopo averla presentata al Fuorisalone di Milano ne ho fatto una versione personalizzata che ho portato a Rocco Siffredi a Budapest, presso l'Accademia del Porno.
Per quanto riguarda la sessualità, penso che in vent'anni si siano fatti passi indietro: si continua a non parlarne, anche nella comunicazione pubblica, ma esistono parecchi gruppi anche online che affrontano l'argomento. Bisogna solo conoscerli."
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
"Per quanto riguarda i viaggi, l'obiettivo con Luca è quello di focalizzarci non sulle grandi città, ormai più accessibili, ma sui borghi e i villaggi in Italia e all'estero per raccontarne cultura, artigianato, valori, cibo e design e l'avventura sarà riuscire ad arrivare in quei posti ancora difficili dal punto di vista dell'accessibilità.
Personalmente, l'obiettivo è quello di accelerare l'evoluzione tecnologica delle carrozzine, ferma da tempo."