Economia e lavoro - 05 aprile 2026, 07:00

Voucher Digitalizzazione Piemonte 2026: come prepararsi alla finestra di ottobre

Strategie e requisiti per non farsi trovare impreparati al nuovo sportello della Regione Piemonte.

Per molte PMI piemontesi la digitalizzazione non è più un “progetto IT”: è la condizione per restare competitive. Cybersecurity, cloud, gestione integrata dei processi, analisi dati e strumenti per rendere più efficiente la supply chain sono diventati investimenti necessari, ma spesso impegnativi sul piano economico.

È qui che il Voucher Digitalizzazione della Regione Piemonte si conferma una misura interessante: un contributo a fondo perduto pensato per sostenere progetti di transizione digitale. La Regione lo ha già proposto con un’impostazione a sportello e con finestre di apertura molto brevi (come avvenuto nel 2024).

In vista dell’edizione attesa per ottobre 2026 (data che dovrà essere confermata dagli atti ufficiali di pubblicazione), la scelta più intelligente è non aspettare l’ultimo momento: chi arriva preparato, con un progetto già pronto e coerente con i requisiti, aumenta drasticamente le probabilità di presentare una domanda solida nei tempi corretti.

Cosa finanzia e a chi è rivolto il Voucher Digitalizzazione

La misura è destinata a PMI iscritte al Registro Imprese e liberi professionisti, con l’obiettivo di finanziare progetti di digitalizzazione tramite voucher a fondo perduto.

Nel bando 2024 l’organismo concedente è stato Unioncamere Piemonte, e la dotazione finanziaria è stata anche incrementata con successivi provvedimenti, segnale di un forte interesse e di un impianto che potrebbe essere riproposto.

Sul piano tecnico, un punto chiave è la coerenza tra investimento e tecnologie ammissibili: i progetti devono includere almeno una tecnologia dell’Elenco 1, con eventuale aggiunta di tecnologie dell’Elenco 2; non sono ammesse domande basate solo su Elenco 2.

Tra le tecnologie “core” troviamo, ad esempio, cloud/HPC, cybersecurity e business continuity, big data & analytics, intelligenza artificiale, blockchain, soluzioni immersive, integrazione verticale/orizzontale e sistemi gestionali integrati come ERP, MES, CRM.

Intensità dell’aiuto e spese ammissibili: dove si gioca la qualità del progetto

Nel 2024 il voucher variava indicativamente tra 40% e 65% delle spese ammissibili, in base alla dimensione d’impresa e ad alcune condizioni/premialità (come rating di legalità, status di startup/PMI innovativa, impresa Benefit).

Le spese ammissibili includevano beni e servizi strumentali, consulenza e formazione, con un vincolo importante: consulenza e formazione insieme non potevano superare il 30% del totale delle spese ammissibili.

Un altro elemento interessante, spesso sottovalutato, riguarda i progetti “collaborativi”: con il supporto di soggetti aggregatori (Digital Innovation Hub, Competence Center, incubatori certificati, ecc.) la percentuale di finanziamento poteva aumentare di 10%.

 

Perché conviene prepararsi prima: finestre brevi e procedura rigorosa

Nell’edizione 2024 la presentazione è stata gestita tramite piattaforma ReStart (InfoCamere) con una fase di predisposizione e una di invio formale, e con scadenze ravvicinate.

Questo aspetto è cruciale per il 2026: quando lo sportello apre, i tempi sono spesso stretti e gli errori formali (preventivi incompleti, voci non ammissibili, mancanza di requisiti del fornitore, documentazione non coerente) possono compromettere l’accesso al contributo.

Il supporto di B&P Consulting: finanza agevolata “end-to-end” per la digitalizzazione

È qui che entra in gioco B&P Consulting, che affianca le imprese con un approccio strutturato di finanza agevolata: dalla selezione del bando più adatto, alla presentazione della domanda, fino alla gestione della rendicontazione.

Il metodo è chiaro e operativo: 1) Analisi del progetto e dei requisiti, 2) Presentazione della documentazione, 3) Monitoraggio dell’iter e 4) Rendicontazione finale per assicurare conformità e successo del progetto.

In pratica, B&P aiuta l’azienda a trasformare l’idea di digitalizzazione in un progetto “finanziabile”: coerente con le tecnologie richieste, sostenibile nei costi, corretto nelle voci di spesa e pronto a reggere controlli e verifiche.

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