A Torino nasce la Scuola Popolare di Salute Mentale. Promossa dal Tavolo Salute Mentale di Arci Torino e finanziata dalla Città di Torino, sarà gratuita e aperta a tutte e tutti. L'idea è nata dal basso. Il programma è infatti il risultato di un percorso collettivo durato mesi, che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone: professionisti della salute mentale, ovvero psicologi, psichiatri ed educatori, e persone che vivono o hanno vissuto una condizione di sofferenza psichica. Il termine corretto per definirle - ancora poco adottato in Italia tanto che, cercandolo, si trovano pochissime referenze online - è «persone esperte per esperienza»: una definizione che non stigmatizza, ma include coloro che hanno conosciuto la sofferenza non perché l'hanno studiata, ma perché l'hanno incontrata, ricorrendo - o meno - a servizi psichiatrici. Nel gruppo facevano parte anche parte famigliari, comunità, associazioni di Torino: tutti insieme hanno unito bisogni e desideri per dare vita a questo nuovo spazio democratico e popolare di discorso sulla salute mentale.
Attraverso tre plenarie e numerosi sottogruppi di lavoro, sono stati co-progettati i temi proposti dalla Scuola, trasformando i bisogni individuali e collettivi in una «proposta formativa» che prenderà vita, per questa prima edizione, sabato 11 e domenica 12 aprile. La scuola sarà uno spazio dove saperi accademici e saperi di vita si incontrano senza gerarchie.
L'idea è decostruire la narrativa negativa sulla salute mentale a partire dalla convinzione che la salute mentale sia una questione politica e sociale, non solo medica. La partecipazione alla Scuola è completamente libera e gratuita, a sottolineare la natura democratica di un progetto che vuole rendere la cura un diritto accessibile.
L'avvio della Scuola segna inoltre un momento simbolico per il quartiere Barriera di Milano: la riapertura ufficiale delle porte del Circolo Arci Anatra Zoppa di via Courmayeur 5. Le attività coinvolgeranno anche piazza Crispi e l’associazione Estemporanea, offrendo approcci diversi, dal gioco di ruolo urbano alla musica Gnawa, patrimonio Unesco.