Sfrecciano via veloci, di giorno e di notte, tra le strade di Torino. Sono i riders, i lavoratori delle piattaforme digitali che, con le loro biciclette o motorini, consegnano cibo, pacchi,.. Mauro Raffini, fotografo torinese con una carriera lunga oltre cinquant’anni, li ha seguiti tra il capoluogo e Nizza, catturando la loro vita in 50 fotografie che compongono la mostra “Riders…sfrecciano via veloci”, curata da Sandra Raffini, in programma a Casa Giglio dal 11 aprile al 22 maggio 2026.
3mila lavoratori
E all'ombra della Mole, sono ben 3mila le persone che quotidianamente girano per le vie del capoluogo per consegnare pizze, sushi, hamburger, ma anche fiori e medicinali. Nella maggior parte dei casi uomini, complici i turni lunghi e spesso serali e le questioni di sicurezza. Un lavoro povero.
Quanto guadagna
Solo per dare un parametro, a Torino un rider che ha lavorato il lunedì di Pasquetta dalle 11.30 alle 19 - facendo complessivamente tre consegne - ha guadagnato appena 13.69 euro lordi. Tradotto appena un euro ed ottanta l'ora, per un'occupazione precaria.
"In teoria - spiega un rider - i giorni festivi dovrebbero essere pagati di più, ma poi è difficile farselo riconoscere. Se non accetto un ordine perché troppo lontano la piattaforma, anche se non dovrebbe succedere, in qualche modo mi penalizza". E tra le diverse aziende, c'è differenza.
Se Glovo e Deliveroo considerano i riders come autonomi - quindi possono prendere più ordini insieme, ma non hanno un minimo base garantito e ci sono meno tutele - Just Eat li ritiene subordinati riconoscendo loro dieci euro all'ora.
I lavoratori
Ed il fenomeno è cambiato negli anni. Se durante il COVID c'era siano stranieri che italiani la cui azienda era finita in cassa integrazione, ora molti connazionali sono senza lavoro perché l'impresa ha chiuso. Attualmente la maggioranza sono pakistani, seguiti da africani e italiani.
Per accendere un faro su questa realtà, dall'11 aprile al 22 maggio sarà visitabile la mostra fotografica a Casa Giglio (via Cappel Verde 2). Cinquanta scatti per dare voce ai riders, lavoratori in lotta per dignità e diritti. Nidil Cgil di Torino è tra i partners che organizzano l'esposizione.
La mostra non è solo una raccolta di immagini, ma un viaggio nella condizione umana di chi lavora nell’ombra. Le fotografie, accompagnate da testi della scrittrice Anna Valente, restituiscono al pubblico il volto di chi, ogni giorno, sfida il tempo e lo spazio per un futuro migliore.
Negli anni, grazie all'impegno del sindacato, sono stati raggiunti anche dei risultati. Nel 2023 sono stati inaugurati ventuno punti di sosta in collaborazione con Arci, dove i riders possono andare a ricaricare il cellulare, in bagno, a fare una sosta,...
Ogni anno vengono poi organizzati eventi che permettono di raccogliere fondi per aiutare i lavoratori ad esempio a riparare il mezzo, oppure per pagare qualche utenza. Con il Comune di Torino è stato fatto un patto poi dove Nidil Cgil Torino fa da garante per ottenere alloggi con affitti agevolati: al momento ne sono stati assegnati sei.