Da mesi, e con particolare intensità negli ultimi giorni, si aggravano le condizioni di emergenza e rischio nel carcere di Torino, a seguito di lanci dall'esterno di droga e di telefoni cellulari. Non si esclude, inoltre, che tali lanci possano riguardare anche oggetti estremamente pericolosi, incluse armi.
Addirittura è stato segnalato che soggetti non identificati si sarebbero arrampicati sulle inferriate dell’intercinta riuscendo a introdursi nello spazio davanti al muro di cinta, nei pressi dei Padiglioni C e B, tra la quarta e la settima garitta per effettuare lanci all’interno. "Tali postazioni, purtroppo", spiega il sindacato di polizia Osapp, "non risultano presidiate a causa della gravissima carenza di organico".
La diffusione di sostanze stupefacenti all’interno del carcere sta determinando situazioni di particolare allarme compromettendo la sicurezza, l’ordine interno e l’incolumità sia del personale sia della popolazione detenuta.
Per tali motivi, il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci chiede con urgenza al Prefetto di Torino di disporre per il rafforzamento immediato dei controlli sul perimetro esterno della struttura, anche mediante l’impiego dell’Esercito, al fine di fronteggiare la gravissima carenza di personale e garantire adeguati livelli di sicurezza.
Si chiede inoltre al sottosegretario alla Giustizia delegato della Lega Andrea Ostellari e al Capo dell'Amministrazione penitenziaria centrale Stefano Carmine De Michele, a oggi non particolarmente presenti e attivi rispetto alle innumerevoli criticità nelle carceri italiane, di disporre, prima che sia veramente troppo tardi, per l'invio al penitenziario di Torino di almeno 50 unità di polizia penitenziaria aggiuntive, con particolare riguardo ai ruoli degli agenti-assistenti e dei sovrintendenti.
"Da troppo tempo - dice Beneduci - denunciamo una situazione del tutto fuori controllo per il carcere di Torino a cui nessuno, né in sede politica né tantomeno nell'ambito della pur obbligata amministrazione penitenziaria, nonostante l'evidenza, sembra dare ascolto. La prossima volta non vorremmo dover passare dagli appelli per il ripristino dell'ordine e della sicurezza interni al carcere, ai necrologi".