Viabilità e trasporti - 11 aprile 2026, 07:20

Taxi abusivi a Porta Palazzo: il fenomeno senza tempo dei "kabu kabu"

Auto private caricano clienti e spesa, nonostante l’intensificazione dei controlli

Auto private, apparentemente come tante altre, che si fermano ai margini del mercato, persone che salgono con le borse della spesa e ripartono pochi minuti dopo. Scene che a Porta Palazzo non sono affatto rare e che riaccendono il tema del trasporto abusivo.

In diverse occasioni, soprattutto nelle giornate di mercato più affollate, alcune vetture private si improvvisano infatti taxi non autorizzati, offrendo passaggi a pagamento a chi esce dall’area mercatale. Un servizio informale, proprio alle spalle del Mercato Centrale, che può sembrare comodo e veloce, ma che nasconde anche qualche rischio. Riconoscerli non è poi così difficile: spesso si tratta di uomini africani, che sostano vicino al veicolo di riferimento. In piedi, appoggiati alla fermata del bus o ai panettoni in cemento. Aspettano lo sguardo giusto e si fanno pagare soltanto in contanti.

Passaparola

Nel linguaggio popolare torinese questi taxi abusivi vengono spesso chiamati “kabu kabu”. Si tratta di autisti che, con auto private o furgoncini, offrono passaggi a pagamento senza licenza, soprattutto nell’area di piazza della Repubblica, tra via Cottolengo e corso Regina Margherita. Il servizio funziona spesso tramite passaparola o contatti telefonici, con clienti che li chiamano per brevi spostamenti in città o verso la periferia.

Negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno effettuato diversi controlli proprio per contrastare questo fenomeno: in alcuni casi la maggior parte delle irregolarità riscontrate nei controlli sul trasporto persone a Torino ha riguardato proprio i kabu kabu attivi nella zona di Porta Palazzo.

Un fenomeno radicato da tempo e che continua a essere monitorato dalla polizia locale.

Un danno per i taxi regolari

Il fenomeno rappresenta, da tempo, un problema per chi lavora nel rispetto delle regole. I taxisti con licenza devono infatti sostenere costi importanti legati alla concessione comunale, alle tasse e agli standard di sicurezza previsti dalla normativa. L’attività abusiva crea quindi una concorrenza sleale, penalizzando chi opera legalmente e garantisce un servizio regolamentato ai cittadini.

Il rischio per chi sale a bordo

Uno dei problemi principali riguarda la copertura assicurativa. In caso di incidente, infatti, chi viaggia su un taxi abusivo potrebbe non avere alcuna tutela. Le polizze delle auto private, infatti, non coprono l’attività di trasporto pubblico a pagamento. Questo significa che, in caso di sinistro, i passeggeri rischiano di non essere risarciti. Un dettaglio spesso ignorato da chi accetta il passaggio per risparmiare qualche euro o per evitare l’attesa di un taxi regolare.