Cultura e spettacoli - 12 aprile 2026, 16:02

Barbara Bouchet con il suo “Finale Allegro” si spoglia della sensualità: “Questo film è la mia rivincita” [INTERVISTA]

Girato a Torino nel 2024 sotto la regia di Emanuela Piovano: “Città che amo. Quanta tranquillità a passeggiare sul lungo Po”

Barbara Bouchet a 82 anni è protagonista del film di Emanuela Piovano, “Finale Allegro”. Girato tutto a Torino nel 2024, si ispira al romanzo “L’età ridicola” di Margherita Giacobino. 

Lei però sta vivendo in questa età “ridicola” una seconda carriera: “Sono dieci anni che cerco di togliermi di dosso il simbolo del sesso - commenta l’attrice - Non li rinnego per carità, però come la mia vita va avanti, voglio anche che le mie possibilità vadano avanti. Sono dieci anni che fatico a far credere ai registi che posso ricoprire ruoli adatti alla mia età, anche accettando ruoli piccoli. Lo faccio  per dimostrare che posso fare l’attrice. Questo è il primo film con un ruolo importante, è la mia rivincita e la mia possibilità di dimostrare di interpretare donne adulte e grandi”. 

È un film che parla di amore e di amicizia, lei è stata sposata per 35 anni, cosa ha imparato nel corso degli anni sull’amore e sull’amicizia?

“L’amore tante volte se ne va, l’amicizia se è vera rimane. Ho le stesse amiche da 50 anni quindi vedo che un’amicizia se è vera resta per sempre”.  

Nel film la protagonista parla sempre della morte con leggerezza e come suggerisce il titolo con quasi allegria, si ritrova in questo lato del suo personaggio? Cosa ne pensa della situazione del trattamento del fine vita in Italia? 

“Diciamo che sono sulla stessa strada in fin dei conti. Se io dovessi essere malata non accetto l’accanimento delle cure. Per avere un po’ di tempo in più? Ma tempo in più vuol anche dire sofferenza. Vorrei poter decidere sulla mia vita. In Italia siamo un po’ indietro su questo, ma chissà, magari per quando ne avrò bisogno ce l’avremo fatta. La speranza è l’ultima a morire!”.

Come è stato lavorare con Emanuela Piovano? 

“È stato molto bello. Emanuela mi ha messo in mano la situazione, mi ha lasciato libera. E io al tempo stesso le ho lasciato fare Barbara come la pensava fosse ed era giusto quello che pensava lei, abbiamo lavorato bene insieme”. 

Nel film si toccano diverse arti, dalla musica, al pattinaggio artistico, al disegno, se non avesse fatto l’attrice, c’è una carriera artistica diversa che avrebbe intrapreso? 

“Non credo che sarebbe stata artistica - ammette Bouchet - avrei aperto un negozio di fiori, ho il pollice verde, mi piacciono le piante e i fiori, mi sarei orientata verso quello”. 

È un film che parla anche di femminismo e di diritti, in questo senso, le donne secondo lei si sono prese il loro spazio nel cinema?

“Ancora non totalmente, regna sempre l’attore, le donne che riescono a farcela in questo settore sono poche, però oggi riescono devo dire. È ancora una lotta. C’è stato un cambiamento ma dobbiamo sempre lottare per avere quello che vogliamo, dobbiamo essere forti e positive. Siamo indietro però piano piano le cose arrivano”. 

Lei ha smesso di fare cinema a 39 anni e poi ha ricominciato 20 anni dopo, come si trova sul set oggi rispetto a ieri? 

“I set sono cambiati abbastanza, anche solo per fare un esempio le luci: ai miei tempi c’era bisogno di grandi luci, adesso ci sono queste piccole lampadine che però funzionano benissimo. Tecnologicamente sono andati avanti. Sono più veloci, i tempi nostri erano più lenti, si andava più piano. Oggi dobbiamo riprendere per un certo numero dei minuti al giorno. È più faticoso, una volta c’era più tempo per fare e rifare se necessario, oggi lo devi fare subito e al meglio che puoi e come vuole il regista”.

Torino è una grande protagonista del film, qual è il suo legame con la città oggi? 

“Adoro Torino, se dovessi vivere in un’altra città sarebbe questa, mi sento a mio agio qui. È talmente bella ed elegante, si respira tranquillità. Il Lungo Po è di una tranquillità straordinaria, che bello poter camminare in pace lungo il fiume”.
 
Quali sono i prossimi progetti nel cinema di Barbara Bouchet? 

“Per ora non sto lavorando, ma sono in attesa. È un invito? Lo spero”