Il Pd di Nichelino si appresta a perdere il suo segretario cittadino (oltre che responsabile dell'area sud di Torino). Con una lunga 'lettera a cuore aperto' Antonio Landolfi ha annunciato nelle scorse ore la sua decisione. "Dopo otto anni alla guida del Partito Democratico di Nichelino ho preso una decisione importante, che voglio condividere con la nostra comunità politica e con tutta la città. Nel prossimo congresso , previsto il 17 maggio, non mi ricandiderò alla segreteria cittadina".
Le ragioni di questa scelta
Poi ha voluto spiegare meglio le ragioni della sua decisione: "Non è un passo indietro. È, al contrario, una scelta per aprire una fase nuova, di responsabilità e di futuro. Se il rinnovamento deve essere vero, infatti, non può restare uno slogan, ma deve partire anche dall’esempio di chi ha responsabilità: è il momento di fare spazio a una nuova classe dirigente", ha aggiunto Landolfi. "In questi anni rivendico con orgoglio di aver partecipato a ricostruire unità e fiducia attorno al nostro progetto. Ma oggi non basta difendere ciò che abbiamo fatto: c’è bisogno di un sogno nuovo, per immaginare e costruire il futuro del partito e di Nichelino".
"Questo percorso deve coinvolgere tutti. Nessuno escluso - ha tenuto a precisare Landolfi - Senza giudizi e senza pregiudizi. Con una sola condizione chiara: l’interesse di Nichelino e dei nichelinesi deve venire prima di tutto. È questo il mandato che abbiamo affidato al gruppo di “saggi” del Partito, che ringrazio: consultare i nostri rappresentanti locali per verificare le condizioni di arrivare a una candidatura unitaria, in grado di fare sintesi della pluralità della nostra comunità politica. Per raggiungere questo obiettivo, ritengo giusto e coerente fare un passo di lato".
"Aprire una stagione diversa"
Secondo l'esponente del Pd, partendo da questa base si può aprire "una stagione diversa anche nel metodo: lavorare insieme per individuare una guida che non rappresenti questa o quella parte, ma un presupposto e una destinazione condivisi, nei quali tutte e tutti possano riconoscersi. Attenzione, però: si fa l’unità se questa è un valore di riferimento condiviso per davvero, non se venisse immaginata come una parantesi o un equilibrio di rappresentanza tra sensibilità legittimamente diverse. In questo caso, l’appuntamento del Congresso può essere una sana e democratica occasione di confronto sul Partito e sulla Città che immaginiamo".
Manca ancora un mese all'addio e Landolfi annuncia che rimarrà "segretario fino al congresso. Subito dopo resterò semplicemente un iscritto del Partito Democratico, senza ruoli. Ma non smetto di fare politica. Semplicemente scelgo di farlo in modo diverso. Perché Nichelino ha bisogno di una nuova stagione: meno divisioni, più visione; meno singolarismi, più Comunità. I ruoli passano. I progetti restano. E Nichelino merita il coraggio di guardare avanti. Continuerò a lavorare, con passione e spirito di servizio, per rafforzare il nostro progetto e per costruire strumenti nuovi che avvicinino di più cittadini, politica e istituzioni. Perché la distanza tra persone e politica – che vediamo crescere nell’’astensionismo e nel calo degli iscritti – è una sfida che non possiamo più ignorare".
La Nichelino del futuro
[Antonio Landolfi e Diego Sarno]
Guardando al futuro, Landolfi indica la strada che si deve seguire, pensando al fatto che Nichelino nella primavera del 2027 andrà al voto per scegliere il nuovo sindaco e il dopo Tolardo: "Il mio auspicio è semplice: partiamo da che partito vogliamo essere, da che città vogliamo diventare. Poi scegliamo insieme chi dovrà guidare questi percorsi insieme alla Squadra. Se faremo bene questo lavoro, il Pd avrà la forza e la credibilità per allargare il campo e coinvolgere tutte le energie del CentroSinistra attorno a una visione condivisa per il futuro del partito e di Nichelino.
Grazie a tutte e tutti per il cammino fatto fin qui: teniamoci pronti e insieme, perché il meglio deve ancora venire e possiamo sognarlo insieme…", ha concluso Landolfi.