Gli ucraini hanno sferrato nelle ultime settimane intensi attacchi di droni contro le infrastrutture petrolifere russe che si trovano vicino al Golfo di Finlandia. Dei velivoli senza pilota lanciati da Kiev, alcuni sono caduti sul territorio dei Paesi settentrionali dell’Unione Europea.
Come riporta il sito Strumenti Politici, ciò ha provocato apprensione nelle autorità e ha quasi rischiato di provocare incidenti diplomatici fra gli alleati. La settimana scorsa in Estonia un cittadino ha trovato un rottame di drone sulla spiaggia, probabilmente portato lì dalla corrente. E questo è solo l’ultimo di una serie di casi più gravi, fra cui il drone che aveva colpito una centrale elettrica estone. Il 31 marzo ben 10 velivoli ucraini senza pilota erano entrati nello spazio aereo estone e uno era caduto.
Tallinn ha quindi ufficialmente chiesto a Kiev di modificare le traiettorie per evitare che si ripetano situazioni perniciose. Il capo dell’intelligence nazionale suggerisce di individuare percorsi aerei meno pericolosi per gli estoni. Dalla Polonia, il viceministro della Difesa invita i membri della NATO a stare attenti a eventuali provocazioni. Il caso di un detrito di missile caduto vicino a un villaggio aveva infatti messo in allerta le autorità polacche. Per arrivare a colpire le infrastrutture russe, però, gli ucraini devono passare sopra diversi Paesi UE.
Per quanto accaduto finora, Ministero degli Esteri di Kiev si è scusato coi governi alleati, ma ha gettato la colpa sui russi e sui loro mezzi di difesa elettronica, che disturbano il volo dei droni e ne provocano il malfunzionamento.
Ed ecco che possono cadere in luoghi non previsti. Sull’AN-196 con apertura alare di 6,7 metri caduto in Finlandia si trovava ancora la testata esplosiva. Per intercettarlo erano decollati i caccia F/A-18 Hornet dell’aviazione finlandese.
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