Humanitas | 16 aprile 2026, 09:15

Gonfiore e distensione addominale: nuove scoperte e terapie innovative

Anche se spesso vengono confusi il gonfiore e la distensione addominale non sono sinonimi ed hanno cause diverse secondo la letteratura scientifica più recente

Gonfiore e distensione addominale: nuove scoperte e terapie innovative

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Anna Maria Serra, gastroenterologa di Clinica Sedes Sapientiae.

Gonfiore e distensione addominale: facciamo chiarezza

La distensione addominale è definita come un aumento oggettivo, visibile e misurabile della circonferenza addominale (girovita), mentre il gonfiore (bloating) è invece una sensazione soggettiva di pienezza o pressione interna.

Sebbene i due sintomi spesso coesistano, è possibile sentirsi “gonfi” senza un reale aumento della circonferenza, o viceversa.

È proprio questa ambiguità di termini che ha reso necessario nella comunità scientifica fare chiarezza sui sintomi, sulle cause e sugli esami diagnostici da eseguire. Una corretta diagnosi permetterà una terapia maggiormente efficace.

Cause

Le cause della distensione addominale e del gonfiore vengono suddivise in cause organiche e cause funzionali:

Cause organiche, cioè legate a malattie tra cui:

  • ostruzione intestinale o stipsi severa da causa meccanica
  • ascite (accumulo di liquido, spesso legato a cirrosi o insufficienza cardiaca)
  • obesità o accumulo di grasso viscerale
  • gravidanza
  • masse tumorali, cisti ovariche o aumento del volume di organi (ad esempio, l’epatomegalia)
  • meteorismo
  • malassorbimenti e/o maldigestioni.

Cause funzionali, perlopiu correlate a disturbi dell’interazione intestino-cervello.

Spesso infatti non è il volume del gas a essere eccessivo, ma come l’intestino e il cervello comunicano tra loro.

I disturbi funzionali includono:

  • dissinergia addomino-frenica, ovvero una risposta motoria anomala in cui il diaframma si contrae e scende, mentre i muscoli della parete addominale anteriore si rilassano, e il risultato è la protrusione dell’addome verso l’esterno.

È questa una delle scoperte recenti più rilevanti in merito alle cause della distensione addominale;

  • ipersensibilità viscerale, cioè una percezione alterata del volume intestinale che attiva riflessi motori di distensione anche con quantità normali di gas o cibo;
  • disbiosi causata da alterazioni del microbiota intestinale e sovracrescita di batteri intestinali (SIBO) che portano a una fermentazione anomala degli zuccheri (FODMAP);
  • transito intestinale rallentato, anche se il volume di gas è normale, un transito lento impedisce l’espulsione regolare delle feci, favorendo la distensione, spesso associata a stipsi funzionale.

Diagnosi

La diagnosi si basa sulla visita specialistica del gastroenterologo, che si avvale di criteri di valutazione definiti e sulla ricerca di sintomi e/o segni di allarme: il pallore, la perdita di sangue fecale, il dimagramento non intenzionale, la febbre, o l’insorgenza improvvisa di distensione addominale dopo i 50 anni. In questi casi è sospetta la causa organica:

In tutti i casi, il gastroenterologo può prescrivere esami diagnostici per valutare più approfonditamente le cause della distensione addominale.

Tra questi, quelli raccomandati dalle linee guida sono esami ematochimici per l’esclusione della celiachia (anticorpi anti tranglutaminasi), PCR, dosaggio del TSH, glucosio/HbA1c, il Breath Test al lattulosio nel sospetto di SIBO e fecali come la calprotectina fecale.

Quali sono le terapie per le forme funzionali?

Il trattamento segue un approccio multidisciplinare – gastroenterologo, dietista/nutrizionista, fisioterapista, psicologo, microbiologo clinico – che garantisce i migliori risultati a lungo termine, specialmente nei casi cronici.

In genere, le terapie per il gonfiore prevedono diverse fasi:

  • stile di vita e dieta solo sotto controllo medico:
  • la Dieta Low-FODMAP è consigliata per un periodo limitato (2-6 settimane) sotto supervisione specialistica;
  • la dieta priva di lattosio, ma solo su indicazione del medico o dopo la conferma con il breath test al lattosio;
  • la dieta prive di glutine assolutamente da evitare prima di avere adeguatamente testato la malattia celiaca con gli esami ematici di laboratorio (anti tranglutaminasi);
  • le più recenti linee guida raccomandano di evitare diete drastiche per lunghi periodi perchè danneggiano la biodiversità del microbiota e possono peggiorare il gonfiore nel lungo periodo anziché migliorarlo.
  • terapia farmacologica: in caso di fallimento della dieta e dello stile di vita non diano benefici, sentito il parere medico, si possono considerare gli antispastici, la rifaximina antibiotico non assorbibile, i secretagoghi, i neuromodulatori, questi ultimi rappresentano la vera novità terapeutica in questo ambito.
  • terapie comportamentali:
  • biofeedback e ginnastica diaframmatica sono spesso utilizzati per correggere la dissinergia addomino-frenica;
  • l’ipnosi clinica e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) sono raccomandate per i casi refrattari legati all’asse intestino-cervello (funzionali).
  • Integratori probiotici: non tutti i probiotici sono uguali.

Sulla base della diagnosi, il medico prescrive i ceppi più adatti: solo ceppi selezionati possono determinare un miglioramento dei sintomi. Non affidarsi al fai da te o al consiglio sul passaparola. Poco utili prebiotici anzi potenzialmente peggiorativi.

I.P.

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