Cultura e spettacoli - 17 aprile 2026, 15:57

Nasce il Museo Mario Giansone: Torino riscopre un maestro del Novecento

Nel cuore dell’ex Maglificio Bosio uno spazio tra arte, memoria e sperimentazione con oltre 250 opere

Nel cuore dell’ex Maglificio Bosio uno spazio con oltre 250 opere

Inaugura il nuovo Museo Mario Giansone, il nuovo spazio di incontro tra arte, memoria e sperimentazione estetica, che custodisce e valorizza l’opera di Mario Giansone, uno dei protagonisti più originali dell’arte italiana del Novecento.

In un allestimento che unisce rigore critico e fruibilità per tutti, il museo offre un viaggio immersivo nel mondo creativo dell’artista torinese, attraverso dipinti, disegni, materiali d’archivio e installazioni site-specific.

Progettato come spazio dinamico di cultura, il Museo Giansone non è solo custode di un patrimonio artistico unico, ma anche centro di ricerca, dialogo e programmazione culturale. Con circa 170 sculture, 30 quadri, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, 6 litografie, 4 stencil e un arazzo, il Museo si propone come luogo aperto e accessibile, dove riscoprire il valore della sperimentazione visiva e riflettere sulle declinazioni contemporanee del fare arte. Un invito al pubblico a un’esperienza che celebra il genio di Mario Giansone, la sua visione poetica e il suo contributo duraturo alla storia dell’arte italiana. Cornice del museo è l’ex Maglificio Fratelli Bosio.

Il ferro, le pietre, i legni più duri, i marmi, le lamiere non sono bastati a Giansone per placare la sua ansia di dare forma e volume alla sua anima, alle sue emozioni, alla sua visione dell’umanità, dell’universo e dell’ultraterreno. Ha disegnato, dipinto, inciso, imprigionato la luce nei fili del retro degli arazzi, dato forma ed espressione alle ombre, dato movimento alle pietre per esprimere concetti o creare sensazioni visive. Il Museo a lui dedicato” spiega Giuseppe Floridia, Presidente della Fondazione Giansone “si propone di testimoniare l’impatto emozionale delle sue opere e di consentire la riscoperta di un importantissimo artista del Novecento”.

Il mondo dell'arte tende a storicizzare ogni opera ma le vere opere d'arte restano sempre contemporaneeMario Giansone, 1915-1997.

LE SALE E LE OPERE

L’opera di Mario Giansone attraversa materiali, tecniche e linguaggi diversi, dagli arazzi tessuti a mano alle sculture in legno, bronzo e materiali eterogenei, fino ai dipinti, ai disegni e alle grafiche. Il percorso si sviluppa su 7 sale, attraverso le quali indaga l'armonia nascosta delle opere e dei temi dell'artista: il jazz come espressione del dinamismo del suono e del ballo, la brutalità della guerra, il fascino delle innovazioni tecnologiche del '900, i gatti, colti nell’eleganza delle forme, le donne, espressione di delicato intimismo. Un intimismo, quello di Giansone, che non di rado cede il passo ad un percorso verso la spiritualità e la trascendenza. Ogni nucleo di opere racconta una fase della sua ricerca, documentando l’evoluzione di un pensiero artistico che si sviluppa dal gesto scultoreo alla dimensione grafica e pittorica, fino alla sintesi estrema dell’Opera Omnia, con cui si conclude il percorso di visita.

L'ARTISTA E LA SUA FILOSOFIA
Le opere di Mario Giansone sono state esposte alle Quadriennali di Torino e Roma con un successo crescente, fino alla commessa per l’Auditorium RAI di Torino e alle opere per la GAM di Torino.
Non c’è lavoro di Giansone che non sia permeato da uno dei grandi temi che hanno informato di sé tutta la sua vita e determinato l’unicità e l’eccezionalità della sua opera e della sua persona.
Mario Giansone porta con sé cinque grandi temi che possiamo definire vere e proprie ossessioni artistiche che hanno intriso profondamente tutte le sue opere.

La guerra: la brutalità della guerra resa nelle scene di battaglia così come nella rappresentazione di carri armati, fucilazioni e deportazione.

La tecnologia: l’ammirazione per le meraviglie tecnologiche che hanno caratterizzato il suo secolo, evidente tanto nelle raffigurazioni di una pista automobilistica, di un sorpasso o di un aeroporto di notte quanto nella rappresentazione di elicotteri e aerei, di navi, di strade invase dalle auto, di cantieri navali e di crogioli di fonderia.

L'intimismo: espressione di un delicato intimismo sono, invece, le opere riconducibili al bisogno di affetti (Leitmotiv della vita dell’artista), quali: il bacio, le grandi madri, le figure di donna, gli amanti e i gatti.

La musica: i concerti per pianoforte, gli ideogrammi grafici, le ballerine e i plastici del jazz.

La trascendenza: un intimismo che non di rado cede il passo a un percorso verso la spiritualità e la trascendenza (indotta, quest’ultima, dai colloqui con Witruna, suo spirito guida), che danno origine a straordinarie opere, quali: la sala di anatomia, la fecondazione, l’ombra e l’ascesa dello spirito.


Il principale strumento di espressione della sua arte è stata la materia come il granito, il marmo, il legno, il bronzo e il ferro ma anche fili di rame e di bronzo con lastre di acciaio, alla quale ha saputo trasfondere potenza espressiva.

È però nei disegni, di ballerini o di orchestre o di anatomia, oppure nella raffigurazione appena accennata di figure femminili, che Giansone inconsciamente rivela la poesia e la dolcezza annidate dentro il bozzolo che lo separava dal mondo delle relazioni opportunistiche, proprio quelle che normalmente costituiscono l’humus sul quale nasce e si sviluppa il successo degli artisti.

Nel cuore dell’ex Maglificio Bosio uno spazio con oltre 250 opere

Comunicato stampa