Un gesto vandalico ha colpito uno dei simboli più amati della Spina: la scultura ormai conosciuta da tutti come “La signora in bianco”, collocata sul viale della Spina di via Cesalpino dal settembre 2024. L’opera, realizzata in rete metallica riciclata, raffigura un’elegante figura seduta su una panchina con una tazzina di caffè in mano ed era diventata nel tempo un punto di riferimento per residenti e passanti.
[L'inaugurazione dell'opera]
L’indignazione del borgo
A denunciarne il danneggiamento è il comitato “Quelli della Spina di via Stradella”, che esprime indignazione per quanto accaduto. “Se vi chiedete dov’è finita la signora in bianco – scrivono – vi rendiamo noto che qualche idiota ha pensato bene di vandalizzarla. Un gesto inutile, che lascia molta amarezza”.
Secondo quanto riferito, i vandali hanno colpito in modo particolarmente violento la scultura, arrivando a schiacciarne la testa. Un danno che ha reso necessario rimuovere l’opera dalla panchina, lasciando un vuoto che molti residenti descrivono come simbolico oltre che fisico.
La panchina vuota
Parole dure, quelle del comitato, che riflettono il legame affettivo costruito negli ultimi mesi tra il quartiere e la scultura, ribattezzata proprio dai cittadini “la signora in bianco”. “È veramente triste vedere quella panchina vuota”, aggiungono.
Nonostante il danno, arriva però anche una notizia positiva: l’artista che ha realizzato l’opera, Rodolfo Marasciuolo, non si è arreso. Dopo averla donata due anni fa, ha deciso di intervenire personalmente per restaurarla.
Le opere di Marasciuolo
Marasciuolo è uno scultore noto per opere dal forte impatto emotivo e sociale, spesso realizzate con materiali di recupero e inserite in contesti urbani per creare dialogo tra arte e territorio. Le sue creazioni si distinguono per l’attenzione ai dettagli e per la capacità di raccontare scene di quotidianità con grande sensibilità.
Anche la consigliera della Circoscrizione 5, Cinzia Redavid, ha voluto condannare l’episodio: “Si tratta di un atto grave, che colpisce non solo un’opera d’arte ma l’intera comunità. Difendere questi simboli significa difendere il senso civico e il rispetto degli spazi condivisi”.