Alla vigilia del 25 Aprile, Torino rende omaggio all’imprenditore e antifascista Sandro Fiorio (1912-1981), intitolandogli la balconata alberata di via San Donato. Imprenditore e figura di primo piano della Resistenza torinese, durante l'occupazione nazifascista ospitò nella sua conceria numerose riunioni e attività del Comitato di Liberazione Nazionale piemontese. Oggi l'edificio è luogo di formazione e lavoro per gli studenti e studentesse di Piazza dei Mestieri.
La storia
Ma Fiorio, come ha ricordato la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo, promosse anche una politica aziendale a sostegno delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori, includendo le figlie e i figli in una “sorta di doposcuola” dando loro la possibilità di ripararsi in caso di allarme antiaereo all’interno del rifugio aziendale, con i propri genitori.
Rivolgendosi alle studentesse e agli studenti presenti, Grippo ha sottolineato come l’intitolazione odierna, “che guarda proprio a quei luoghi ora divenuti simbolo di formazione e futuro con la Piazza dei Mestieri, significhi per la Città non solo onorare un grande imprenditore, ma ricordare a tutti noi che la democrazia affonda le sue radici nel coraggio individuale e nella responsabilità civile”.
Presente all'intitolazione anche il nipote Cristiano Fiorio, che ha ricordato come il nonno Sandro non si considerasse un eroe ma una persona normale che, in un momento complesso, scelse di stare dalla parte della libertà.
Omaggio a Quagliotti e Sestero
Elide Tisi, presidente dell’Associazione consiglieri emeriti, ha voluto ricordare come questa intitolazione che nasce da un’istanza presentata anni fa da due ex amministratori della Città, oggi scomparsi, Giancarlo Quagliotti e Maria Grazia Sestero. "Intitolare - ha aggiunto - questo affaccio sulla Piazza dei Mestieri significa chiudere un chiudere un cerchio che unisce il luogo dove si è lottato per la libertà al luogo dove oggi si costruisce il futuro dei giovani attraverso il lavoro".
Portando il saluto della Circoscrizione 4, il Presidente Alberto Re ha infine sottolineato l'importanza del recupero urbanistico e sociale dell'area, che oggi continua a produrre valore per i giovani nel solco dell'operosità tracciato da Fiorio.