Cronaca - 22 aprile 2026, 10:22

Tentato omicidio in un ristorante di Barriera, la Polizia arresta anche il secondo reponsabile

I fatti successi lo scorso 3 aprile: dopo un pakistano, a finire in manette è stato un tunisino

Immagine d'archivio

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha rintracciato il secondo tunisino (classe 2004), gravemente indiziato del tentato omicidio commesso la sera del 3 aprile 2026, all’interno di un dehors di un ristorante sito nel quartiere torinese “Barriera di Milano”, in danno di due pakistani, in concorso con un connazionale già arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile il 4 aprile scorso.

Il 3 aprile il via alle indagini

L’indagine prendeva avvio la sera di venerdì 3 aprile, a seguito dell’intervento richiesto al 112 NUE per una lite con feriti, verificatasi presso un ristorante kebab, ubicato in corso Giulio Cesare.

Le Volanti e la Squadra Mobile accertavano che l’aggressione era stata perpetrata ai danni di cinque pakistani ad opera di due magrebini che, dopo essere arrivati al ristorante, mentre erano in attesa di ritirare del cibo da asporto, avevano iniziato a discutere con i pakistani, in quel momento seduti. I due magrebini accusavano questi ultimi di avere guardato poco prima in modo, a dire loro, insistente, una ragazza che stava consumando il pasto. I pakistani rispondevano in modo evasivo per evitare un alterco ma i magrebini si avvicinavano continuando ad inveire fino a quando uno dei due spruzzava nei loro confronti dello spray urticante.

Tre persone ferite

Malgrado cercassero di difendersi, i due magrebini impugnavano dei coltelli, scagliandosi contro gli stessi e ferendo un uomo alla gamba ed un altro al capo. Inoltre, ferivano con un fendente alla mano un terzo uomo, nel frattempo intervenuto per sedare la lite; solo a quel punto, i due maghrebini si davano alla fuga.

I tre feriti venivano trasportati d’urgenza presso l’ospedale “San Giovanni Bosco” ove, nel corso della nottata, il turco veniva dimesso, con prognosi di giorni 30 s.c., mentre i due pakistani venivano trattenuti. Il primo, attinto da un profondo fendente alla coscia, rimaneva sin da subito cosciente, mentre il secondo, a causa di una emorragia cerebrale susseguente alle ferite riportate al capo, perdeva conoscenza e veniva sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Lo stesso restava ricoverato, in coma farmacologico, in prognosi riservata ed in pericolo di vita, fino al 6 aprile u.s.; data in cui i sanitari scioglievano la prognosi grazie ad un miglioramento del suo quadro clinico.

Dall’immediata susseguente attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile, era possibile identificare i due presunti responsabili della grave aggressione, entrambi privi di una stabile dimora.

Dopo l'arresto del pakistano, è la volta di un tunisino

Il primo veniva rintracciato la mattina seguente dei gravi fatti nel quartiere “Barriera di Milano” e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio; in sede di convalida di tale misura, il Giudice per le Indagini Preliminari ravvisava a suo carico gravi indizi di colpevolezza, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere sia per lui che per il complice, il quale, fin da subito si era reso irreperibile.

Nella mattinata del 14 aprile, all’esito di serrate ricerche, il tunisino veniva rintracciato. Da giorni aveva trovato rifugio nella casa di un connazionale in zona “San Donato”. Gli investigatori l’hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino.

Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore dei due indagati, sino a sentenza definitiva.

redazione