Economia e lavoro - 24 aprile 2026, 19:30

Primotecs di Avigliana, sforbiciata di 6 mesi alla cassa integrazione. I sindacati sul piede di guerra

Polemica anche in Consiglio regionale, con le opposizioni che chiamano in causa il neo assessore al lavoro Marrone: "Tradimento ai danni dei lavoratori"

Una delle manifestazioni di fronte allo stabilimento di Primotecs

Sei mesi di cassa integrazione in meno, con fine corsa fissata al termine di giugno. Da Roma - in particolare dagli uffici del MiMit - la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno sulle teste dei circa 160 lavoratori dello stabilimento Primotecs di Avigliana. La fabbrica che la proprietà - il fondo Mutares - ha annunciato di voler chiudere.

Solo a inizio febbraio, quando all'assessorato regionale del Lavoro c'era Elena Chiorino, era stato raggiunto l'accordo per un anno di ammortizzatori sociali. Ma adesso dall'esecutivo è arrivato il passo indietro. Da dicembre a giugno. Con l'incertezza che si spalanca davanti agli occhi degli operai. "Così facendo - dice Antonio Inserra (Fiom Cgil) - si tolgono tempo e possibilità a tanti lavoratori e alle loro famiglie. Abbiamo subito chiesto un incontro in Regione".

Intanto, i lavoratori hanno dichiarato sciopero e la protesta potrebbe proseguire anche lunedì. Mentre dal mondo della politica arrivano le sollecitazioni al neo assessore (e vicepresidente) al Lavoro, Maurizio Marrone. "Quello che si è consumato al Mimit non è solo un dietrofront tecnico, ma un vero e proprio tradimento politico ai danni dei lavoratori della Primotecs di Avigliana - dice Gianna Pentenero, presidente del gruppo del Pd in Consiglio Regionale - a febbraio erano stati presi impegni precisi. Ridurre oggi la copertura significa togliere ossigeno alla ricerca di potenziali acquirenti e condannare lo stabilimento a una chiusura preventiva. Non possiamo permettere che il futuro di centinaia di famiglie venga messo a repentaglio dall'incapacità delle istituzioni di mantenere la parola data e dalle strategie del Gruppo Mutares”. "La Primotecs non si tocca - conclude Pentenero -. Le responsabilità hanno nomi e cognomi: non faremo sconti a nessuno. Lunedì saremo al fianco dei lavoratori e martedì in aula pretenderemo dall’assessore Marrone la massima chiarezza: la sopravvivenza operativa del sito di Avigliana non è negoziabile. Quello che si è consumato al Mimit non è solo un dietrofront tecnico, ma un vero e proprio tradimento politico ai danni dei lavoratori della Primotecs di Avigliana”.

"I lavoratori di Primotecs si sentono traditi dalle istituzioni e hanno ragione da vendere", dicono dal Movimento Cinque Stelle Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro, parlamentari M5S, insieme a Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte e Alberto Unia, consigliere regionale M5S Piemonte -. Il Ministero, con l'avallo della Regione Piemonte, aveva preso un impegno chiaro: un anno di CIGS per area di crisi complessa, con scadenza al 31 dicembre 2026. Quell'impegno è stato smontato da un giorno all'altro e ora la copertura si ferma al 30 giugno. Sei mesi cancellati, sei mesi che per 158 lavoratori e le loro famiglie non sono un dettaglio burocratico: sono la differenza tra avere un orizzonte e trovarsi in mezzo a una strada nel giro di due mesi". "E c'è un secondo danno, altrettanto grave - concludono -, che non si può tacere: accorciare così drasticamente i tempi della cassa integrazione significa sabotare qualsiasi possibilità di trovare un acquirente per lo stabilimento. Si sta di fatto condannando Primotecs alla chiusura, scaricando la responsabilità su una scadenza amministrativa invece di assumerla politicamente".