Un moto spontaneo. A poche ore dall'incendio della targa in memoria dei partigiani in Largo Montebello il comitato Vanchiglia Insieme sì è mosso. Una bicicletta da bambini viene posizionata davanti a quel che resta della corona d'alloro, ora in cenere, che era stata posizionata qui lo scorso 16 aprile durante un corteo partito dal deposito Gtt.
Nel cestello della piccola bici rosa una cassa bluetooth passa canzoni partigiane. A terra un libro per l'infanzia dal titolo: "Bella ciao". Qualche fiore rosso viene appoggiato a terra e contrasta col nero che ha carbonizzato la targa con i nomi dei partigiani.
Chiamata e risposta
Viene appeso lo striscione che convoca tutti alle ore 14 in presidio. Una chiamata dell'ultimo minuto a cui rispondono in molti. Arrivano residenti del quartiere, ma anche rappresentanti dell'Anpi e il senatore del Pd, Andrea Giorgis, e consiglieri di circoscrizione.
Un'aggressione vile. Fascista. Un attentato fatto da carogne. Non usa mezzi termini chi si è radunato questo pomeriggio. "La presenza di tante persone - commenta un rappresentante del comitato -, dimostra che questi episodi non devono più succedere. Fuori i fascisti dal nostro quartiere".
Nuovi fiori
Nel frattempo i fiori bruciati vengono rimpiazzati da mazzi di fiori nuovi, colorati. "Con la vittoria del referendum del no - ha detto Francesco Aceti, vicepresidente di Anpi -, abbiamo tenuta viva la Costituzione. Ora dobbiamo stare uniti e noi difenderla, giorno dopo giorno".
Dopo gli interventi parte un corteo spontaneo a cui partecipano più di un centinaio di persone. Davanti lo striscione, firmato Torino Partigiana e Comitato Vanchiglia Insieme, riporta la scritta "Fuori i fascisti dal quartiere". Passano sul controviale di corso Regina Margherita, poi nei giardini di via Belbo, proprio davanti al centro sociale Askatasuna sgomberato.
Qualche intervento contro la militarizzazione che però, molti contestano, non ha evitato che una lapide partigiana venisse sfregiata. Il corteo su via Santa Giulia ritorna in Largo Montebello. E qui, con spugne e acqua, cominciano le operazioni di pulizia.
Sull'episodio è intervenuto anche il presidente della Regione, Alberto Cirio. “Quanto accaduto la notte scorsa a Torino è inaccettabile - dichiara il governatore -, non solo perché offende la memoria di donne e uomini che hanno dato la vita per liberare l’Italia dal nazifascismo, ma perché colpisce le radici stesse del nostro presente e della nostra democrazia”.
"L’incendio appiccato alla targa dedicata ai caduti partigiani è un atto vergognoso. Per chi agisce di notte, nascondendosi nell'ombra per colpire il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà, abbiamo solo una paorla: vigliacchi" così il segretario regionale del Partito Democratico Piemonte, Domenico Rossi, ha commentato il grave episodio di vandalismo.