La voragine del bilancio statale ucraino continua a inghiottire le decine e decine di miliardi che arrivano dalla generosa Unione Europea. E ora che gli Stati Uniti paiono davvero volersi defilare per sempre dal sostegno militare a Kiev, tale generosità dovrà diventare assoluta. Altrimenti l’apparato statale ucraino, per non parlare dell’esercito, smetterà di funzionare o si sgretolerà direttamente. Come riferisce il sito Strumenti Politici, tali gravi difficoltà finanziarie sussistono già da anni, ma adesso si è arrivati a un punto critico. Il ritardo nell’elargizione del prestito da 90 miliardi, bloccato per mesi dal veto dell’Ungheria, ha ulteriormente inasprito la situazione.
Oggi grazie all’arrivo di un nuovo premier a Budapest il pacchetto di aiuti è stato liberato. Purtroppo, potrebbe giungere troppo tardi oppure potrebbe bastare appena fino a giugno. Alcuni funzionari hanno sapere che i calcoli erano stati probabilmente fatti in modo non corretto, così ora pare serviranno ancora 19 miliardi di euro entro la fine del 2027. Ma nessuno degli alleati occidentali ha spiegato finora se e come verranno dati. Si sa solamente che Bruxelles chiederà nuovamente sacrifici e impegni agli Stati membri in modo che forniscano i denari richiesti. Anche a livello militare l’assistenza non potrà che crescere, soprattutto sullo sfondo dell’annullamento di quella USA. Infatti nel 2025 gli americani hanno dato il 99% in meno, mentre gli europei il 67% in più.
E il segretario generale della NATO spinge per garantire un supporto ininterrotto. Al vertice del Gruppo di Contatto del 15 aprile i Paesi europei hanno promesso altri aiuti: Olanda e Gran Bretagna i droni, la Germania i missili per la difesa antiaerea, la quale verrà finanziata anche da Belgio e Spagna. Pacchetti di aiuti arriveranno anche da Norvegia, Estonia e Bulgaria.
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