Nella Giornata Internazionale del Jazz promossa dall’UNESCO, giovedì 30 aprile, il Torino Jazz Festival 2026 dedica una delle sue giornate più rappresentative, in un percorso diffuso attraverso la città capace di intrecciare riflessione, inclusione, ricerca musicale e grandi concerti. Dalla dimensione intima del racconto dedicato a Sonny Rollins fino alla forza collettiva della Italian Instabile Orchestra, passando per nuove generazioni, produzioni originali e sperimentazioni notturne, il festival celebra il jazz come linguaggio universale.
Si comincia alle ore 12.00 alla Scuola Aristide Gabelli con il LDT Trio, formato da Francesco Torchio alla tromba, Alessandro Degani al contrabbasso e Luca Lops alla batteria, in collaborazione con Arcote Jazz Torino, per un concerto che porta il festival dentro uno spazio educativo e quotidiano, nel segno dell’incontro tra musica e comunità.
Alle ore 16.00 al Conservatorio Giuseppe Verdi, Emanuele Cisi conduce il pubblico dentro l’universo personale di Sonny Rollins con “Emanuele Cisi racconta i Taccuini di Sonny Rollins”, appuntamento dedicato al volume pubblicato da Il Saggiatore nel 2025. In dialogo con Franco Bergoglio, il sassofonista torinese affronta il lato meno noto del grande musicista americano: un diario fatto di appunti musicali, pensieri astratti, esercizi quotidiani, pratiche di meditazione e riflessioni sul rapporto tra disciplina artistica e crescita spirituale.
Alle ore 17.30 al MAUTO torna uno dei progetti più rappresentativi del carattere inclusivo del festival: Swingabili, con la CFM Big Band diretta da Claudio Chiara, ospite Massimo Pitzianti alla fisarmonica e la partecipazione del Gruppo DanzaMovimentoTerapia guidato da Paola Cannone, insieme a Bouncing Phoenix. Il repertorio attraversa il grande swing degli anni Quaranta, da Glenn Miller alla tradizione italiana di Kramer, Trio Lescano e Natalino Otto, aprendo la pista all’improvvisazione corporea e alla dimensione relazionale della musica.
Alle ore 18.00 alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani arriva uno degli appuntamenti centrali della giornata: Italian Instabile Orchestra “Plays Ellington”, una delle formazioni più importanti nella storia del jazz italiano ed europeo. L’ensemble rilegge il repertorio di Duke Ellington secondo la propria cifra visionaria, sperimentale e collettiva, in un concerto che rappresenta uno dei momenti simbolicamente più forti dell’intero festival.
Alle 18.30 alla concessionaria Hyundai – Nuova Auto Alpina, spazio al Sergio Di Gennaro Trio, mentre alle 19.00 a Cascina Falchera il protagonista è Mattia Basilico Quartet con “What’s Next?”, progetto vincitore del Premio Ramella 2025 promosso da AICS Torino APS: un percorso tra brani originali e scrittura aperta, dove il jazz emerge come linguaggio vivo, diretto e in costante trasformazione.
Alle 21.00 al Teatro Monterosa il festival propone una delle produzioni più attese di questa edizione: Francesca Tandoi Trio + Jazz Acoustic Strings Quartet. Accanto a Stefano Senni e Pasquale Fiore, la pianista dialoga con il quartetto d’archi formato da Cesare Carretta, Silvia Maffeis, Monica Vatrini ed Enrico Guerzoni, su arrangiamenti di Cristiano Arcelli. Il progetto mette in relazione il linguaggio del trio jazz con la scrittura orchestrale, proseguendo il percorso avviato nell’album Hope e confermando Francesca Tandoi come una delle figure più solide del jazz europeo contemporaneo.
Alle 22.00 all’Auditorium dell’Arsenale della Pace – Sermig, spazio al nuovo quintetto formato da Giacomo Serino & Saverio Zura Quintet, nato all’interno dello Young Board del festiva, ovvero la direzione artistica delegata a tre giovani musicisti, vincitori del Premio Ramella: Mattia Basilico, Fabrizio Leoni, Sonia Infriccioli. Ai tre organizzatori è stata lasciata carta bianca e totale autonomia su chi invitare, quale musica suonare, dove tenere il concerto.
Sempre alle 22.00 allo Spazio 211, il collettivo torinese Pietra Tonale porta in scena Disco Uno, primo lavoro discografico collettivo nato da una ricerca su improvvisazione, composizione non convenzionale e costruzione condivisa del suono. Una formazione fluida, capace di attraversare scrittura, rumore, gesto e materia sonora.
La giornata si chiude alle 22.30 al The Mad Dog Social Club con l’After Hours Jam Session, guidata da Alberto Gurrisi, Gianni Denitto, Gianni Virone, Alessandro Minetto e con Michele Garbolino ospite al contrabbasso: come ogni notte del festival, il jazz torna alla sua dimensione più libera e spontanea, quella dell’incontro aperto e dell’improvvisazione condivisa.
Il Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT, con il supporto di Hyundai – Nuova Auto Alpina, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT. Media Partner Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz; Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette.