Cronaca - 05 maggio 2026, 18:48

Strage colombi tra Caselle e Borgaro, Disabato (M5S): "Presto tavolo per trovare metodi non cruenti di allontanamento"

Apertura dalla giunta Cirio per rivedere le linee guida regionali ferme al 2008

Strage colombi tra Caselle e Borgaro

Numerosi piccioni uccisi, o gravemente feriti, con colpi di arma da fuoco a Caselle Torinese e Borgaro Torinese. La strage risale ad una quindici di giorni fa: a denunciare l'accaduto le associazioni Ali Urbane e Carrots Power, intervenute per prestare soccorso agli animali sopravvissuti. Sul posto sono stati trovati anche 21 uccelli ancora vivi, ma in condizioni critiche, affidati a tre cliniche veterinarie per interventi complessi e urgenti.

Colpiti da arma da fuoco

Una vicenda sulla quale ha voluto vederci chiaro la capogruppo regionale del M5S Sarah Disabato, che ha presentato un question time. I piccioni sarebbero stati colpiti con arma da fuoco in prossimità di un’area abitata. Secondo alcune testimonianze poi la persona sorpresa a sparare avrebbe dichiarato di essere in possesso delle necessarie autorizzazioni.

Alcuni uccelli sarebbero stati rimossi e infilati in sacchi neri senza alcuna certezza che fossero già morti. "Oggi - commenta soddisfatta Disabato - la Giunta Cirio ha aperto finalmente al confronto per superare i metodi cruenti nel controllo dei colombi, rivedere le linee guida regionali ferme al lontano 2008 e studiare nuovi metodi di allontanamento".

Il contenimento dei piccioni

Nel torinese di contenimento di questi volatili si discute da due anni, da quando la Città Metropolitana si è dotata di un piano per limitarne la popolazione in area urbana ed extraurbana, che ammette tra gli altri sistemi anche gli abbattimenti a colpi d'arma da fuoco, purché ad opera di personale formato e lontano dalle case. Provvedimento più volte impugnato e contestato dalle associazioni animaliste.

"I piani di contenimento cruenti- commenta Disabato - sono inutili, dannosi e inefficaci rispetto all’obiettivo di limitare la presenza di alcune specie nei centri abitati. Palazzo Lascaris ha aperto alla rivisitazione delle linee guida regionali sul contenimento dei colombi, riconoscendo la necessità di rivedere le modalità di intervento e aprire un tavolo di confronto con le associazioni animaliste e ambientaliste per individuare soluzioni condivise e più rispettose".