Il Festival del Verde 2026 entra nel vivo della sua programmazione con i due giorni di Verde Svelato. Sabato 9 e domenica 10 maggio le porte di 43 giardini storici, ville e aree verdi private saranno aperti in via straordinaria.
Un’occasione per scoprire luoghi raramente accessibili, o ancora poco conosciuti, in cui arte e botanica si incontrano, per un viaggio alla scoperta dei verdi ‘tesori nascosti’ della città.
Sedici le novità di quest’anno, tra queste Villa Rignon, Vigna del Merlo e Villa Fubini.
Villa Rignon: casa dell’amante di Vittorio Amedeo II
Uno scrigno verde in corso Galileo Ferraris, nel cuore del quartiere della Crocetta. Realizzata nel 1600 dalla famiglia Scaglia di Verga, è di proprietà della famiglia Rignon di cui porta il nome dal 1787. “Una volta si trovava in piena campagna e aveva 42 ettari, oggi ne rimane uno e mezzo, adattandosi ai cambiamenti della città. Il mio avo la acquistò a un’asta organizzata dalla Compagnia di San Paolo e da allora è della nostra famiglia” spiega uno dei proprietari attuali, Paolo Rignon, che ancora oggi abita insieme ad altri membri della famiglia la storica villa. L’impianto attuale risale ai primi anni del ‘900 così come la maggior parte delle piante e degli alberi che oggi compongono il giardino, in parte ridisegnato nel 2004. Latifoglie ad alto fusto come faggi, querce, un ginko biloba, ippocastani, ma anche carpini e aceri che richiamano i paesaggi naturalistici ormai quasi del tutto estinti della pianura padana cui si uniscono glicini, rose, ortensie e fioriture stagionali. L’edificio settecentesco al centro del giardino racconta ancora storie e memorie del passato. Come le palle di cannone ancora incastonate nella muratura della facciata esterna lanciate dalla cittadella ai tempi dell’occupazione francese napoleonica. Sempre all’interno di queste mura ha vissuto la celebre, Jeanne de Luynes, amante di Vittorio Amedeo II e moglie di Manfredi Scaglia di Verrua, ultimo proprietario della villa della casa dei Verrua. Proprio da questa casa, Jeanne dopo aver dato due figli al re, scappò in Francia passando dalla valle di Susa. Alla sua storia è ispirato il film “La puttana del re” con Vittoria Golino e Timothy Dalton. Parlando di cinema, la villa è stata location per alcuni episodi della serie Netflix, Lidia Poët, come casa del senatore Cravero, ma anche come Casa Mameli nella serie Rai dedicata al poeta genovese, e per alcune scene del film Sul più bello.
Vigna del Merlo: tra giardino e bosco naturale
Salendo sulla collina torinese, si nasconde un gioiello messo a nuovo dalla famiglia di Giulio Poli. È la villa Vigna del Merlo. “Era già stata riqualificata negli anni ’50 da Pietro Porcinai - racconta Poli - ma quando siamo arrivati nel 2002 si era già un po’ tutto perso, c’erano arredamenti di dubbio gusto e alcuni allestimenti, come un campo da tennis, abbiamo preferito toglierli”. L’edificio è di origine settentesca e probabilmente come dice il nome stesso era utilizzato per la coltivazione delle viti. La proprietà oggi conta tre ettari di terreno, una casa padronale, una cappella, un giardino e una piscina. Il complesso viene citato nella Guida alle Cascine e Vigne del Territorio di Torino e suoi Contorni del 1790 del Grossi come villa vigna del sig. Lutre ed è registrato sul catasto francese come Ferme Merle con il medesimo assetto, fatta eccezione per una piccola manica edificata nell’Ottocento. A occuparsi del verde è lo stesso Giulio Poli, di professione giardiniere. “Ho cominciato proprio qui a occuparmi di piante e alberi - spiega -. Nella parte alta retrostante il giardino in piano, ho cercato di lasciare la zona con una confermazione naturale con querce, pini e cedri. Mi ci sono voluti circa sette anni per dargli l’aspetto attuale”. Nel 2009 il paesaggista Paolo Peyrone ha riorganizzato il piazzale sul fronte del corpo principale e la parte davanti al corpo rustico, dove si trovano ancora alcuni cipressi e tassi antecedenti al ’53.
Villa Fubini e il “tesoretto nascosto”
Salendo su corso casale si trova un’altra gemma seicentesca, Villa Fubini, che come per Vigna del Merlo, era probabilmente una residenza fuori città dove giardino e coltivazione agricola convivevano in un unico corpo paesaggistico. Il giardino storico della villa documenta l’evoluzione della vigna collinare da spazio destinato alla produzione a un ambiente di rappresentanza e progettazione paesaggistica consapevole. Nel 1798, Carlo Ludovico Quarini modificò l’assetto originale spostando l’ingresso e dandole un aspetto da vera e propria palazzina. Negli anni Trenta dell’Ottocento la villa è acquistata dal banchiere David Levi Fubini, il cui nome è rimasto legato alla denominazione attuale. Margherita Randone abita nella villa da sessant’anni, da quando l’acquistò sua suocera. “Era in stato di rovina completo, c’erano piante che entravano dalle finestre, vasetti di marmellata abbandonati. Abbiamo recuperato tutto quello che potevamo. Rifacendo i caloriferi abbiamo anche trovato un piccolo tesoro: uno scrignetto con dentro degli occhiali, una salsiera e un cestino floreale in ceramica risalenti probabilmente ai tempi dei moti del ’48.” Il risultato dei lavori compiuto dalla famiglia Randone offrono oggi un giardino che conta alberi secolari, rose, aiuole, palme e un nespolo che è “arrivato naturalmente”. Anche Villa Fubini si è prestata a riprese cinematografiche, in particolare per la serie Rai “Un colpo al cuore” con Alessndro Benvenuti e Ornella Muti.
Per info e programma completo: www.festivalverde.it